Legni preziosi, ma snobbati

Ada Masoero |  | Rancate

Dedicata alla scultura lignea «ticinese» (ticinese perché creata qui o perché qui importata in antico) dal XII al XVIII secolo, la mostra riunisce una cinquantina di opere, alcune inedite e tutte restaurate in quest’occasione, giunte da musei, chiese e monasteri del territorio, proponendosi come la prima vera ricognizione di questo aspetto sinora assai poco indagato della cultura visiva ticinese.

In mostra figurano sculture romaniche, come la «Madonna» di Arogno e opere gotiche (di un gotico di volta in volta prezioso, come nella «Madonna» di Origlio, o drammatico, come nel  «Crocifisso» di Olivone), e importanti pezzi rinascimentali, spesso opera degli stessi artisti che operavano con grande fortuna a Milano e nel Ducato (i De Donati, il «Maestro di Santa Maria Maggiore», autori dall’ambito di Giacomo Del Maino e il manierista Battista da Corbetta), per spingersi poi negli assai meno
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