Le imprese del «photograffeur» JR

Il fotografo e urban artist francese in mostra al Groninger Museum

Kikito alla frontiera che divide il Messico dagli Stati Uniti (2017) di JR
Luana De Micco |  | Groninga

Il Groninger Museum presenta, fino al 12 giugno «JR: Chronicles», un’ampia antologica dedicata al 38enne fotografo e urban artist francese noto per i ritratti monumentali di gente comune che incolla come puzzle sui muri delle città di tutto il mondo. La mostra, a cura di Drew Sawyer, è stata organizzata dal Brooklyn Museum di New York (dov’è stata presentata a singhiozzo tra il 2019 e il 2020).

JR si è fatto notare nel 2004 per il suo primo collage fotografico, «Ritratto di una generazione», realizzato con i giovani di Montfermeil, nella periferia povera di Parigi dov’è cresciuto. Nel 2006 ha riproposto l’esperienza in una favela di Rio de Janeiro, rivestendo i muri delle case di collage di occhi giganti della gente del posto, mentre nel 2007 ha tappezzato le strade di Tel Aviv, Ramallah e Gerusalemme con ritratti di palestinesi e israeliani.

Il fotografo (o «photograffeur», come amano chiamarlo in Francia) ha ottenuto il riconoscimento delle grandi istituzioni francesi nel 2014, quando ha trasformato il cantiere di restauro del Panthéon di Parigi in un’opera d’arte, e poi nel 2016, quando con un suggestivo effetto ottico ha fatto «sparire» la Piramide di vetro del Louvre.

Nel 2019 la Maison Européenne de la Photographie gli ha dedicato la prima grande personale in Francia. Tra i lavori che hanno fatto più scalpore, nel 2017, la foto alta 20 metri di Kikito, un bimbo messicano nato alla frontiera con gli Stati Uniti che guarda curioso oltre il muro antimigranti fatto costruire da Trump.

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