Le forme danzanti di Georges Braque

Una retrospettiva dell’artista di Argenteuil al Bucerius Kunst Forum di Amburgo

Francesca Petretto |  | AMBURGO

Dopo oltre 30 anni di assenza Georges Braque torna in Germania, fino al 24 gennaio, con una ricchissima retrospettiva al Bucerius Kunst Forum di Amburgo: «Georges Braque. Danza delle forme». Attraverso 80 prestiti di prim’ordine, perlopiù del parigino Centre Pompidou, viene integralmente presentata l’opera pittorica di uno dei grandi protagonisti della scena internazionale. La mostra è curata da Brigitte Léal, vicedirettrice del Centre Pompidou.

In sette capitoli ordinati cronologicamente si dipana un percorso espositivo che attraversa le fasi creative dell’artista di Argenteuil, dagli iniziali tentativi fauvisti (1906-07) alle tappe fondamentali del Cubismo (1908-14): l’incontro artistico con Cézanne, quello umano e professionale con Picasso e le fasi del Cubismo formativo (1907-09), analitico (1909-12) e sintetico (1912-14); quindi la pausa della Grande Guerra e la ripresa squisitamente cubista, secondo la tesi dello storico dell’arte tedesco Carl Einstein, di Braque che si ritrova solo (1920-22) a proseguirne la linea, anche se in maniera più delicata e organica.

E ancora, i progetti, costumi e scenografie per Les Soirées de Paris della metà degli anni Venti, la maturità delle nature morte del 1931-42, la passività attiva e l’atmosfera cupa delle opere degli anni della Seconda guerra mondiale e, infine, il dopoguerra e l’epoca del grande riconoscimento a livello internazionale.

In tutto 52 dipinti, 27 disegni e un libro di incisioni sulla Teogonia di Esiodo, grazie anche ai prestiti di Hamburger Kunsthalle, Staats-und Universitätsbibliothek Hamburg, Galerie Louise Leiris, Parigi e due importanti collezioni private.

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