Le atmosfere di Filippo Palizzi

Una veduta della mostra su Filippo Palizzi nei Musei di Palazzo d'Avalos a Vasto. Foto: Gino di Paolo
Stefano Miliani |  | Vasto (Ch)

Fu abile pittore di contadine, paesaggi e animali e partecipò ai moti carbonari a Napoli: la visione più consueta di Filippo Palizzi (Vasto, 1818 - Napoli, 1899) non restituisce la sua modernità. Lo sostiene Lucia Arbace, direttrice del Polo Museale dell’Abruzzo, attraverso la corposa mostra da lei curata «Dopo il diluvio. Filippo Palizzi, la natura e le arti» in corso a Palazzo d’Avalos a Vasto fino al 30 settembre e organizzata con il Comune e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

«Esponiamo oltre 150 opere, di cui un centinaio dalla Gnam di Roma e altre prestate dal Museo di Capodimonte, il Museo Artistico Industriale e il Museo di San Martino di Napoli e dagli Uffizi, spiega la Arbace. Sono soprattutto dipinti, ma anche ceramiche, bronzi, incisioni, fotografie e documenti autografi». La storica dell’arte non ha voluto un semplice riepilogo: «Cerco di tratteggiare
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