La vita vera di Eliasson alla Tate

È la più ampia antologica sinora dedicata dal museo londinese all'artista danese-islandese

«Cold wind sphere» (2012) di Olafur Eliasson, Parigi, Centre Pompidou. Foto: Jens Ziehe © 2012 Olafur Eliasson
Federico Florian |  | Londra

«Non si tratta di decorare il mondo, ma di assumersi delle responsabilità». Così Olafur Eliasson, artista danese-islandese di stanza a Berlino, classe 1967, ha dichiarato a proposito del suo lavoro in un Ted Talk del 2009. Nella sua produzione i confini tra arte, architettura, design, scienza e azione sociale si confondono l’uno nell’altro.

Sedici anni dopo la presentazione della ciclopica installazione «The Weather Project» (2003), un enorme sole artificiale installato all’interno della Turbine Hall della Tate Modern, il museo londinese ospita la più ampia antologica sinora dedicata a Eliasson. La mostra («Olafur Eliasson: In Real Life», dall’11 luglio al 5 gennaio), a cura di Mark Godfrey, senior curator of International Art, ed Emma Lewis, assistant curator, raccoglie 30 lavori realizzati nell’arco di tre decenni, dalle prime indagini dei fenomeni naturali, come «Moss Wall» (1994), un
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Federico Florian
Altri articoli in MOSTRE