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Aste

La stagione del moderno in Italia

Da Depero a Casorati, da Pascali a Vedova, compresa una completa sala da pranzo di Dottori

«Numero 3. Dagli archivi del Futurismo» (metà anni Sessanta) di Mario Schifano, proposto da Art-Rite

Bolzano, Milano, Prato, Roma. Non solo antico, ma anche arte moderna e contemporanea tra le molte vendite in programma in Italia a maggio. Ambrosiana Casa d’Aste festeggia il suo decimo anniversario con un catalogo di opere «fresche» per il mercato. Nella vendita del 7 e 8 maggio presso La Posteria in via Sacchi 56/7 viene presentato, tra gli altri lotti, il bellissimo disegno di Savinio «Progetto per centauri» del 1930 (grafite su carta, 25x31 cm, stima 20-30mila euro), preparatorio per il dipinto «Centauri in una stanza», pubblicato sulla copertina del catalogo generale della sua opera. Fra le altre opere di grande interesse, spicca il grande acrilico su tela degli anni Ottanta di Valerio Adami, «Dormire dormire» (26-36mila), e il piccolo ma potente dipinto a olio su cartoncino «Muri di Berlino» (20-30mila), realizzato da Emilio Vedova nel 1964 durante il suo periodo berlinese. Di tutt’altra temperatura emotiva è il giocoso, ironico «Orso bruno» (1963) di Pino Pascali, dipinto con uno strato di bitume su una tavoletta di faesite, stimato 22-28mila euro.

Due le grandi aste previste a Roma. Si inizia con Finarte il 14 e 15 maggio, con la prima giornata riservata alla mitica Galleria La Tartaruga, e la seconda con opere da altre rilevanti collezioni private. Il 14 è schierata la Scuola di Piazza del Popolo al completo, con lavori su tela o carta, a prezzi decisamente abbordabili, di Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Kounellis, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Pascali, Mario Schifano e Cesare Tacchi, a cui si aggiunge un disegno di Cy Twombly, opere degli anni Settanta di Agnetti e Gianfranco Notargiacomo («Friedrich Engels» del 1974; 3-4mila), e una «Superficie bianca» (2003) di Castellani valutata 150-200mila euro. Infine 26 fotografie degli amici artisti di Plinio De Martiis, manifesti, brochure e inviti della galleria, persino il menabò eseguito da Gerhard Richter per il catalogo della sua prima personale europea alla galleria nel 1966 (30-40mila).

Il 15 vanno all’asta 200 lotti dai primi anni del ’900 a oggi, con un omaggio a Giulio Turcato (stime tra 2-7mila), opere di Maria Lai (tra mille-7mila) e di altre donne artiste (Bice Lazzari, Nedda Guidi, Marilu Eustachio, Titina Maselli), una coppia di candelabri (1949-50) in ceramica di Leoncillo (15-20mila) e la scultura «Crescita» (1968-69) di Carlo Scarpa (45-60mila). Tra i maestri del ’900 una tela di de Chirico, 5 di Pirandello («Nudo seduto del 1948; 30-40mila) e 2 Guttuso. Sempre a Roma, il 29 maggio, Bertolami presenta ben 455 lotti di cui 143 dedicati al Futurismo, con dipinti realizzati per lo più tra il 1914 e la fine degli anni Trenta e una rara sala da pranzo futurista completa e intatta firmata da Gerardo Dottori (primi anni ’30) e stimata 400-600mila euro. Progettata per un suo collezionista, è composta da buffet, controbuffet, tavolo quadrato allungabile e 12 sedie, due tavolini da appoggio, due espositori a forma di scaletta, 4 applique, un lampadario centrale e due cabaret. Ci sono da segnalare anche una tardiva «Ballerina» (1965) di Severini (14-20mila) dalla collezione Bottai, un progetto per edificio di Antonio Sant’Elia (55-80mila), una piccola tempera di Balla del 1914 da Casa Balla (35-45mila), Pippo Rizzo, due aeropitture di Tato, e ancora un Sartorio e lavori più recenti di Ontani, Boille e Vanessa Beecroft.

Un raro tamburo di Fortunato Depero (base 150mila) realizzato nel 1917 a scopo pubblicitario, ossia all’epoca in cui l’artista era impegnato a dirigere il Teatro dei Piccoli del Palazzo Odescalchi di Roma, è invece il top lot dell’asta che Bozner propone il 24 maggio nella cornice di Castel Mareccio a Bolzano. Nella sezione relativa al secondo futurismo è proposto il dipinto di Tullio Crali, «Volo al tramonto» (1930) con base di 30-45 mila euro. La sezione fotografica del catalogo include una doppia fotografia di de Chirico realizzata da Man Ray nel 1930 (30-40mila). Contestualmente viene messo all’asta anche il Lascito Eugenio Ferdinando Palmieri, composto da 30mila documenti tra fotografie, locandine, manoscritti e corrispondenze del critico di cinema e teatro con attori (Fellini, Gassman, Eleonora Duse...) e scrittori (da Pasolini a Sciascia).

Un’unica raccolta italiana incentrata sul Novecento, ricca di molteplici sfaccettature e sperimentazioni viene dispersa nell’asta in programma da Porro a Milano, il 30 maggio: è la collezione appartenuta all’architetto Ambrogio Sacchi, che negli anni del secondo dopoguerra lavorò con Gio Ponti. Sono proposti alcuni lavori nell’ambito dell’Informale con una «Combustione» (1964) di Alberto Burri (50-60mila) e «T1971-R10» (1971) di Hans Hartung (40-50mila), accanto ad esempi di Astrattismo più contemporaneo come «Degrado prospettico», tecnica mista su tela di Achille Perilli del 1987 (8-10mila). Le diverse declinazioni della pittura figurativa italiana del secolo scorso sono ben rappresentate da Felice Casorati con «Ragazza che legge (sul divano verde)» del 1939 (50-60mila), Filippo de Pisis con «Fiori», olio su tavola del 1932 (10-12mila) e da un paesaggio di Guttuso, «Capo Zafferano», del 1947 (18-20mila).

Lo stesso giorno, sempre a Milano, si tiene anche l’incanto della casa d’aste Art-Rite che punta in particolare su due opere di grandi dimensioni di Mario Schifano di metà anni Sessanta, ovvero «Numero 3. Dagli archivi del Futurismo» (125-150mila) e «Ingegnere» (80-120mila), accanto a «Ballerina spagnola» (1922), un lavoro futurista di Marcello Iras Baldessari (25-35mila).

Conta oltre 600 lotti il corposo catalogo dell’asta che Farsetti tiene a Prato il 31 maggio (dipinti, disegni, scultura e grafica) e il primo giugno (arte moderna e arte contemporanea), tra i quali figurano alcuni nomi imprescindibili del collezionismo: Giorgio Morandi è presente con una classica «Natura morta» (1957) dal formato decisamente insolito, ossia verticale (44,5x20,2 cm), stimata 300-400mila euro, Lucio Fontana figura con un «Concetto spaziale. Teatrino» del 1965 (280-350mila), de Chirico con una «Piazza d’Italia» (1950-51) stimata 100-150mila, mentre di Fausto Melotti è la grande scultura del 1978 «Il riposo dell’imperatore» (120-150mila). Tra i contemporanei, merita una menzione «Montagna», la scultura in legno dipinto realizzata da Anish Kapoor nel 1994 (160-240mila).

Chiude l’excursus la vendita che Blindarte presenta il 4 giugno nella sua sede di Milano. Tra i lotti proposti, spiccano la grande (160x230 cm) tela «Ciclo B-7» (1983) di Emilio Vedova (200-250mila) e il bronzo «Piccolo giocoliere» (1953) di Marino Marini (150-180mila).

Federico Castelli Gattinara, Elena Correggia, Ada Masoero, Cristina Valota, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019


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