La Russia si appropria del patrimonio in Crimea

Un rapporto dell’Unesco condanna sottrazioni culturali e persecuzioni dopo l’annessione del 2014

La Russia ha iniziato gli scavi nell’antica città di Chersoneso Taurica, Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco dal 2013
Sophia Kishkovsky |

Un rapporto dell’Unesco sul patrimonio culturale e le violazioni dei diritti umani in Crimea pubblicato il 10 settembre afferma che la Russia si è appropriata di migliaia di monumenti, ha esportato illegalmente ed esposto manufatti museali, ha condotto scavi archeologici non autorizzati e ha represso la sua popolazione musulmana in una campagna per dominare la penisola nel Mar Nero, annessa nel 2014.

«L’occupazione russa della Crimea ha cambiato la percezione del patrimonio storico e culturale dell’Ucraina, sia da parte dello Stato che della società», afferma il rapporto in una sezione basata sulle informazioni fornite dalla Commissione nazionale dell’Ucraina per l’Unesco e dalla Delegazione permanente dell’Ucraina su richiesta del direttore generale dell’Unesco.

«La Russia si è appropriata del patrimonio culturale ucraino in Crimea, inclusi 4.095 monumenti nazionali e locali tutelati dallo Stato. Appropriarsi dei monumenti è di per sé una violazione del diritto internazionale; è altrettanto significativo, tuttavia, che la Russia si serva di tale appropriazione per attuare la sua strategia globale a lungo termine volta a rafforzare il suo dominio storico, culturale e religioso sul passato, presente e futuro della Crimea».

Secondo il documento di 38 pagine, gli scavi iniziati a giugno minacciano l’antica città di Chersoneso Taurica (Cherson, oggi nell’area di Sebastopoli), Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 2013. L’Unesco non riconosce la giurisdizione della Russia sul sito, che si sta sviluppando come uno dei più recenti di una rete di parchi a tema «patriottici» diffusi in tutta la Russia. Chiamata «Russia la mia Storia», è promossa dal metropolita Tikhon Shevkunov, un influente rappresentante della Chiesa ortodossa russa molto vicina al presidente Vladimir Putin. Il governatore della vicina Sebastopoli ha affermato che il sito verrebbe utilizzato per instillare il patriottismo nei bambini.

Il rapporto evidenzia anche la persecuzione dei Tartari di Crimea e la violazione del loro patrimonio culturale; il documento attribuisce l’obiettivo di cancellare le tracce della loro presenza culturale nella penisola e d’indebolire «il ruolo fondamentale del popolo musulmano autoctono nella storia della Crimea», quale strumento di «giustificazione storica per la sua occupazione».

Suscita particolare preoccupazione «il restauro “distorto” del Palazzo dei Khan di Crimea a Bakhchisaray, l’unico complesso architettonico rimasto degli indigeni tartari di Crimea di questo tipo», iscritta nella «Tentative List» (lista propositiva) dell’Unesco. Una lettera dell’International Council on Museums and Sites (Icomos), acclusa come addendum al rapporto, rileva che una missione di «monitoraggio reattivo» del World Heritage Centre/Advisory Bodies è pronta dal 2016 a visitare e valutare Chersoneso Taurica, ma finora non è giunto alcun invito. «Alla luce di quanto sopra, e considerata la situazione complessa e delicata, Icomos non può che continuare a insistere sulla necessità di una valutazione indipendente e neutrale informata da missioni in situ, su mandato dell’Unesco, nei siti interessati (appartenenti o no alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco)».

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