La maledizione di Kublai Khan

Jenny Dogliani |  | Torino

Condottiero mongolo, fondatore della dinastia Yuan, primo imperatore della Cina, nipote di Gengis Khan, Kublai Khan tentò invano di conquistare il Giappone per due volte, nel 1274, con una spedizione di 45mila uomini decimati da un uragano, e nel 1281, con una flotta di 1.170 giunche da guerra sconfitte, oltre che dalla resistenza dei samurai dal tifone «Kamikaze», il vento divino da cui presero il nome i piloti suicidi giapponesi della seconda guerra mondiale. A documentare i resti della seconda disfatta è la mostra «La flotta perduta di Kublai Khan», che fino al 20 novembre presenta al Mao gli scatti della spedizione archeologica subacquea dell’Iriae (International Research Institute for Archaeology and Ethnology).

Alla Cina contemporanea guardano una performance e un’installazione audiovisiva di Roberto Paci Dalò (1-27 novembre), dedicate al ghetto di Shanghai. Dal primo dicembre al 19 febbraio
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