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Francesco Tiradritti
Leggi i suoi articoli«Cina ed Egitto. Culle del mondo» è il titolo della mostra aperta al Neues Museum di Berlino fino al 3 dicembre. L’evento rappresenta il momento culminante di una più ampia serie di iniziative che intendono celebrare i 45 anni dall’inizio delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Popolare Cinese. L’idea alla base della mostra è quella di porre a diretto confronto la civiltà egizia con quella cinese in un percorso cronologico che abbraccia il periodo compreso tra il 4500 a.C. e l’inizio del IV secolo d.C.
La descrizione è affidata a circa 300 oggetti, provenienti dalle collezioni berlinesi e da alcuni musei della Cina, suddivisi in cinque sezioni che pongono in risalto gli aspetti salienti delle due culture. Tra questi hanno particolare risalto i tipi e le modalità di governo che le due popolazioni si sono attribuite e i sistemi scrittori che, tra le prima al mondo, hanno elaborato. Oggetti della vita di tutti i giorni come statue (tra queste la splendida effigie di una regina egizia del XIII secolo a.C.), gioielli, ceramiche e vasi cosmetici danno invece conto dei gesti comuni di queste genti, geograficamente distanti, ma così vicine nel loro quotidiano. Grande importanza è attribuita alle credenze oltremondane. La mostra presenta testimonianze legate alle varie divinità adorate dalle due culture e al diverso modo di porsi nei loro confronti. Spettacolare è la sezione dedicata al culto funerario dove, accanto a sarcofagi riccamente decorati e mummie dalle elaborate fasciature, è esposto un abito in lamine di giada e filo d’argento (206 a.C.-8 d.C.) proveniente dal Museo di Xuzhou. È la prima volta che civiltà egizia e cinese si trovano a essere avvicinate in un unico percorso che pone a confronto la loro evoluzione parallela. È un esperimento interessante e di altissimo valore, visto che consente di ricostruire l’inizio di quel percorso culturale millenario che è alla base della formazione del mondo odierno.
Una foto dell'allestimento: in primo piano l'abito in lamine di giada e filo d’argento (206 a.C.-8 d.C.) proveniente dal Museo di Xuzhou. Foto © Ägyptisches Museum und Papyrussammlung - Staatliche Museen zu Berlin / David von Becker
Francesco Tiradritti
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