La Catalogna Viola

La Pedrera di Gaudí e una rete di centri d'arte ripercorrono la carriera di Bill Viola

Roberta Bosco |

Barcellona (Spagna). Il mondo mistico fatto di sentimenti, emozioni e preoccupazioni profonde e universali che si manifesta nelle videoinstallazioni di Bill Viola (New York, 1951) sembra fatto apposta per essere esposto nelle sale asimmetriche e tortuose come l’animo umano de La Pedrera, il centro culturale della Fundació Catalunya.

La celebre casa di Antoni Gaudí accoglie dal 4 ottobre al 5 gennaio la mostra «Bill Viola. Espejos de lo invisible», che ripercorre la carriera dell’artista, analizzando la sua evoluzione in relazione allo sviluppo delle tecnologie audiovisive negli ultimi quarant’anni.

La mostra, curata da Llucià Homs e Kira Perov, moglie di Viola e direttrice del suo studio, comprende opere chiave dei suoi inizi, come «The Reflecting Pool» (1977-79), fino a creazioni recenti come la serie «Martyrs. Earth, Air, Fire, Water», con quattro video creati su commissione per la cattedrale
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