La Casa dei Vettii, liberti arricchiti, grossisti di vino

Riaperta dopo vent’anni e dopo accurati interventi di restauro una delle domus più interessanti del Parco Archeologico di Pompei

Casa dei Vettii, Pompei, sala di Penteo. Foto di Luigi Spina Casa dei Vettii, Pompei, vestibolo. Foto di Silvia Vacca Casa dei Vettii, Pompei, peristilio. Foto di Luigi Spina Casa dei Vettii, Pompei, atrio. Foto di Silvia Vacca
Carlo Avvisati |  | Pompei (Na)

Chiusa per vent’anni con una breve apertura nel 2016 e dopo accurati interventi di restauro, è stata riaperta al pubblico alla presenza del ministro Gennaro Sangiuliano la Casa dei Vettii, una delle domus più interessanti del Parco Archeologico di Pompei, famosa per il ricchissimo apparato decorativo che suggerisce una corrispondenza tra i vari ambienti e i soggetti raffigurati, come ad esempio il Priapo itifallico del vestibolo garante di prosperità. I suoi proprietari, i fratelli Aulo Vettio Conviva e Aulo Vettio Restituto, erano liberti arricchiti e grossisti di vino, famosi in città anche per i combattimenti tra i galli.

Gli interventi, portati avanti a più riprese, hanno interessato il consolidamento strutturale e gli affreschi poiché le pitture, all’epoca del rinvenimento, furono coperte con strati di cera affinché si conservassero e mantenessero tutta la loro brillantezza. Proprio quella cera invece, ha favorito nel tempo l’effetto contrario, ovvero il degrado dei colori e l’accumulo di sporco. Ora sono tornate nuovamente leggibili migliaia di metri quadrati di scene mitologiche, quadretti con naumachie ed eroti al lavoro, unitamente a marmi, vasche, erme e bronzi, ripuliti, stuccati e reintegrati. Nel corso dei lavori hanno trovato posto anche innovazioni tecnologiche come la copertura del tetto realizzata con tegole fotovoltaiche per l’energia elettrica necessaria all’illuminazione della domus.

L’illuminazione delle pitture è ottenuta grazie all’utilizzo di sorgenti a emissione luminosa di nuova concezione (led) con lo spettro simile a quello della luce solare ma con ridotte capacità di deterioramento dei colori. Inoltre è stato sistemato il giardino con la disposizione di copie in sostituzione dei marmi rinvenuti durante lo scavo tra il 1894 e il 1896.

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