La Cappella dei Pittori restaurata dai Friends of Florence

Summa dell’arte controriformista, la Cappella dell’Accademia delle Arti del disegno nel convento fiorentino della SS. Anunziata ha goduto del finanziamento della The Giorgi Family Foundation

Interno della Cappella di San Luca dopo il restauro. Foto Ottaviano Caruso
Elena Franzoia |  | Firenze

Dopo circa due anni sono terminati i lavori di restauro della Cappella di San Luca (detta anche Cappella dei Pittori) nel complesso fiorentino della SS. Annunziata, chiesa molto amata dalla famiglia Medici e meta di antichi pellegrinaggi proprio grazie a una miracolosa immagine della Vergine dal volto ritenuto acheropito.

Finanziato dall’associazione statunitense Friends of Florence tramite il dono di The Giorgi Family Foundation, l’intervento è stato voluto dall’Accademia delle Arti del Disegno, attualmente presieduta da Cristina Acidini, che nella Cappella trovò sede nel 1565 e che oggi la utilizza per funzioni religiose.

L’esecuzione si deve alle restauratrici Gioia Germani, Cristiana Conti e Alessandra Popple sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle art e paesaggio per la città metroplitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato (funzionari Jennifer Celani e Hosea Scelza).

Costruita al posto dell’antico Capitolo conventuale grazie al frate scultore Giovannangelo Montorsoli, che convinse il priore a donare questi ambienti alla neonata Accademia fondata da Cosimo I, Giorgio Vasari e Vincenzo Borghini, la Cappella divenne presto un luogo deputato non solo a colte dissertazioni, ma anche alla sepoltura di grandi personalità del mondo dell’arte come Jacopo Pontormo e Benvenuto Cellini prima, Lorenzo Bartolini e Rodolfo Siviero poi.

Fu proprio Montorsoli a volere inciso nella lapide che chiude il sepolcreto il motto inneggiante all’eternità dell’arte «Floreat semper vel invita morte (Fiorisca sempre anche a dispetto della morte)».

Scrigno di sculture e affreschi e summa dell’arte controriformista, la Cappella ospita opere di autori come lo stesso Vasari (che si ritrasse sull’altare maggiore nel «San Luca che dipinge la Vergine»), Santi di Tito, Alessandro Allori, Stradano e Sustermans. Dal 1823 ospita anche la «Sacra Conversazione»di Pontormo.

Modificata in epoca napoleonica e fortemente danneggiata dall’alluvione del 1966, la Cappella presentava differenti casistiche di degrado legate alla diversità di tecniche artistiche e materiali utilizzati, che avevano portato nel corso del tempo a scialbature e ridipinture degli stucchi e distacchi di colore dagli affreschi.

Come precisa la Presidente di Friends of Florence Simonetta Brandolini d’Adda, «dal 2010 a oggi sono stati tanti i restauri che abbiamo sostenuto alla SS. Annunziata: dal Cristo ligneo dei Sangallo nella Cappella dei Pittori alla Madonna del Sacco di Andrea del Sarto nel Chiostro Grande, al Cristo, ai rilievi bronzei e alla Madonna del Soccorso nella Cappella del Giambologna, fino al Chiostrino dei Voti e alla Cappella di San Nicola attualmente in restauro».

© Riproduzione riservata Parete est prima del restauro. Foto Ottaviano Caruso Parete sud dopo il restauro. Foto Ottaviano Caruso Le sculture prima del restauro. Foto Ottaviano Caruso La parete sud prima del restauro. Foto Ottaviano Caruso La parete nord dopo il restauro. Foto Ottaviano Caruso L’«Allegoria dell’architettura» di Santi di Tito durante il restauro. Foto Ottaviano Caruso Le sculture dopo il restauro. Foto Ottaviano Caruso
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