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Veduta interna della Biblioteca Nazionale Braidense

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Veduta interna della Biblioteca Nazionale Braidense

La Braidense biblioteca ideale

Ma l'istituzione meneghina ha bisogno urgente di un rilancio

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Milano. Un milione e 500mila volumi, 125mila frequentatori e 35mila lettori, la Biblioteca Nazionale Braidense è la terza in Italia dopo quelle di Roma e Firenze, e conserva fondi inestimabili (uno per tutti, il corpus manzoniano, presto online) ma ha bisogno urgente di un rilancio.

Ed è a questo fine che James Bradburne, direttore generale della Pinacoteca e della Biblioteca di Brera, ha presentato «La Biblioteca ideale», programma 2020 dell’istituzione fondata nel 1786 da Maria Teresa d’Austria, «gemella diversa» rispetto alla Pinacoteca perché, «pur nate insieme, hanno ovviamente funzioni e fruizione totalmente diverse: la biblioteca non è un museo di libri, né una destinazione turistica. La catalogazione (argomento poco attrattivo ma vitale) è il cuore della sua missione: se oggi un libro non è catalogato e disponibile online, non esiste».

Nel solo 2019 la Braidense (cui spetta anche il compito di conservare tutto ciò che si pubblica a Milano e provincia, bollettini parrocchiali e ricettari compresi) ha acquisito e catalogato 15mila volumi moderni (il 40% delle nuove edizioni italiane) e 18mila di edizioni antiche.

Per realizzare una tale mole di lavoro occorre molto personale, invece «se nel 2015 i dipendenti erano 145, con 32 bibliotecari, oggi sono 54, con sette bibliotecari, e in due anni, per i pensionamenti, si ridurranno a 27: rischiamo di rimanere con un solo bibliotecario», ha dichiarato la direttrice Maria Goffredo. E già ora alcuni servizi (come l’apertura pomeridiana di tutte le sale di lettura) sono ridotti. Come la Pinacoteca, anche la Braidense sarà sottoposta a rilancio, a dispetto della scarsità di fondi ministeriali, cui Bradburne conta di porre rimedio («occorrono circa 300mila euro») grazie alla collaborazione con i privati.

Nel 2020 oltre alle mostre bibliografiche («Biblioteche riscoperte», in corso, «Piranesi a Milano», dal 3 giugno, entrambe a cura di Pierluigi Panza, e «La Biblioteca del Capitano», sull’architettura militare del Rinascimento, dal primo ottobre) e all’esposizione, in corso, di uno dei libri di piombo di Anselm Kiefer, la Braidense rende omaggio a Umberto Eco (con il ciclo di conversazioni «La biblioteca ideale di Umberto Eco») e Gianni Rodari (nel centenario della nascita, con la mostra «Biblioteca fantastica», 3 marzo-11 aprile).

È stato poi consolidato il rapporto con l’Archivio Storico Ricordi, il più importante archivio musicale privato al mondo, qui ospitato dal 2003. Ma, ha aggiunto Bradburne, «dovremo riallestire gli spazi, trovare depositi esterni, creare una sezione speciale per i libri rari e una sala per le attività didattiche». Il tutto, con un organico sempre più esiguo.
 

Ada Masoero, 03 marzo 2020 | © Riproduzione riservata

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La Braidense biblioteca ideale | Ada Masoero

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