La «Blue Marilyn» di Warhol a Gagosian per 195 milioni

La collezione di Thomas e Doris Ammann ha fruttato 317,8 milioni di dollari, diventando la seconda vendita di Christie's per singolo proprietario più grande di sempre

Il momento della vendita di «Shot Sage Blue Marilyn» (1964) di Andy Warhol da Christie's. Cortesia di Christie’s Images Limited 2022
Judd Tully |

Alimentata da un ritratto di Andy Warhol iconico, abbagliante e da record, raffigurante Marilyn Monroe, la collezione dei defunti fratelli svizzeri Thomas e Doris Ammann, ieri sera, 9 maggio, ha totalizzato 317,8 milioni di dollari da Christie's New York. Le aspettative di prevendita andavano da 284 a 420 milioni, indicando in parte l'effetto «a cascata» di una giornata brutale a Wall Street e in altri mercati finanziari.
Solo 2 dei 36 lotti offerti sono rimasti invenduti. Nessuno era coperto da garanzie o sostenuto da terzi, a riprova forse della fiducia dei venditori. Sono stati stabiliti 7 record di artisti.

Tutti i proventi netti andranno a beneficio della Thomas and Doris Ammann Foundation, con sede in Svizzera e di recente costituzione, volta a migliorare la salute, il benessere e l'istruzione dei bambini svantaggiati e a rischio.

I risultati l'hanno resa la seconda vendita di un singolo proprietario più costosa di Christie's, molto indietro rispetto ai 646,1 milioni di dollari ottenuti dalla vendita della collezione di Peggy e David Rockefeller nel maggio 2018 sempre da Christie's, e anche rispetto alla prima asta della Collezione Macklowe che lo scorso novembre, da Sotheby's, ha raggiunto 676,1 milioni.

I fratelli fondarono la Thomas Ammann Fine Art AG a Zurigo nel 1977 e divennero rapidamente una galleria di livello mondiale, specializzata nelle opere del mercato secondario di artisti tra cui Francis Bacon, Alberto Giacometti, Henri Matisse e Pablo Picasso, nonché Brice Marden e Andy Warhol.

Un articolo pubblicato su «Vanity Fair» nel 1988 e dedicato al carismatico Thomas, che iniziò la sua carriera di commerciante d'arte all'età di 18 anni con il gallerista Bruno Bischofberger a Zurigo, era intitolato «Ammann of Style» e lo descriveva come un mercante del jet-set che «vive sul Concorde».

Ammann è morto di cancro all'età di 43 anni nel 1993; la sorella Doris rilevò l'attività e la fece crescere velocemente, ottenendo sempre un posto in prima fila alle aste di New York, Londra e Parigi. È morta improvvisamente nel marzo 2021 all'età di 76 anni.

La serata ha avuto un inizio turbolento con «Not Picasso (Bather with Beachball 1932)» (1987) del burlone Mike Bidlo, venduto per un prezzo record di 1,2 milioni di dollari (stima 60-80mila). È stato venduto l'ultima volta da Sotheby's New York nel maggio 2009 per 37.500 dollari.
«The Fourteen Stations, N. XI» (1981-82) di Francesco Clemente, venduta al collezionista Peter Brant per un prezzo record di 1,8 milioni di dollari (stima 80-120mila dollari). Cortesia di Christie’s Images Limited 2022
L'atmosfera è diventata leggermente più seria con il terzo lotto, la composizione su larga scala di Francesco Clemente «The Fourteen Stations, N. XI» (1981-82) che è stata venduta al mega collezionista Peter Brant per un prezzo record di 1,8 milioni (stima 80-120mila). Emblematico dei lotti della serata, il Clemente aveva una provenienza «regale», a cominciare dalla Collezione Saatchi. Brant ha «catturato» anche il gesso di Alberto Giacometti «Vase modèle dit aigle» del 1934 ca per 1,7 milioni (stima 500-700mila).

I prezzi hanno saltato un colpo e sono balzati più in alto con il pastiche collaborativo di Warhol e Jean-Michel Basquiat «GE/Skull» del 1984-85, che è stato venduto per 4,6 milioni (stima 2-3 milioni). Allo stesso modo, il piccolo e squisitamente bianco «Untitled» (1961) di Robert Ryman è arrivato a 3,9 milioni (stima 1,5-2 milioni). Ammann lo aveva acquistato nel 1977 dalla Peder Bonnier Gallery di New York.

Un secondo e più grande Ryman, un olio su lino del 1961 ca, anch'esso «Untitled» ma difficile da perdere con il quadrante in alto a destra denso di ricche pennellate, è stato venduto a un offerente telefonico per 20,1 milioni (stima 15-20 milioni).

Offerte più pesanti sono arrivate rapidamente con l'astrazione lussureggiante e in scala gigante di Cy Twombly «Venere Sopra Gaeta» del 1988, ancora racchiusa nella cornice dell'artista. Il dipinto è stato venduto a Larry Gagosian per 16,9 milioni (stima 10-15 milioni). Anche un secondo Twombly, «Untitled» del 1955, elegantemente tempestato di graffiti ed eseguito in un mélange di pittura a olio, pastello a cera, matita colorata e mina su tela, se l'è aggiudicato Gagosian per 21 milioni (stima 10-15 milioni).

Sebbene un'opera astratta relativamente precoce e distintamente minimalista di Brice Marden, «For Otis (Back Series)» del 1967-68 ed eseguita a olio e cera d'api su tela non sia stata venduta (stima 5-7 milioni), un secondo Marden, «Le Mien» ( 1976), dominato da strisce verticali di colore scuro, è stato venduto a (avete indovinato) Gagosian per 8,4 milioni (stima 8-10 milioni).

Uno dei lotti più suggestivi della serata, se non altro per il titolo, «His Glue Sniffing Valet» (1984) di Basquiat, raffigurante una figura accigliata su una sedia a rotelle davanti a una figura in piedi con il volto oscurato da un sacchetto di carta, è stato aggiudicato per 7,2 milioni di dollari (stima 6-8 milioni). Ammann l'aveva acquistato dalla Mary Boone Gallery di SoHo durante la prima mostra di Basquiat.

Anche l'arte tedesca era ampiamente rappresentata in asta a cominciare dal potente autoritratto di Martin Kippenberger con una figura barbuta in rosso, «Untitled» (1992), venduto al gallerista di New York e Londra Per Skarstedt per 3,7 milioni (stima 3-5 milioni). Una vivace scena figurativa di A.R. Penck è stata venduta a un offerente telefonico per 567mila dollari (100-150mila).

Delle quattro opere di artiste presenti nella vendita, la tela di Ann Craven «I was not Sorry» (2003), raffigurante un trio sfocato di uccelli appollaiati, ha raggiunto il record di 680.400 dollari (stima 20-30mila).
«His Glue Sniffing Valet» (1984) di Jean-Michel Basquiat, venduto per 7,2 milioni di dollari (stima 6-8 milioni di dollari). Cortesia di Christie’s Images Limited 2022
Dei tre Warhol offerti, due spiccavano, a cominciare dai grandi «Flowers» del 1964 con petali bianco fantasma e uno sfondo verde scuro, che hanno raggiunto 15,8 milioni (stima 15-20 milioni). Amman lo aveva acquistato da Sotheby's nel novembre 1983 quando la stima di prevendita era di 50-60mila dollari. Dopo l'acquisto aveva chiamato entusiasta l'artista e la loro conversazione finì in The Andy Warhol Diaries, pubblicato per la prima volta nel 1989 (e recentemente utilizzato come base per una serie di documentari Netflix con lo stesso nome).

La star della serata e forse il trofeo più costoso della stagione, è stata ovviamente la «Shot Sage Blue Marilyn» (1964) di Warhol, così intitolato in onore di Dorothy Podber, protagonista irregolare e controversa della scena artistica americana degli anni Cinquanta e Sessanta che proprio nel 1964, vestita di pelle nera e guanti bianchi, entrò nella Factory e alla presenza di Warhol estrasse con calma una pistola dalla borsa e sparò a una pila di tele della serie dedicata a Marilyn, mirando con precisione alla fronte.

La battaglia per le offerte, che si è aperta con un sussulto a 100 milioni, è stata vinta da Gagosian che ha fatto registrare il record di 170 milioni. Con le tasse, il prezzo finale è di 195 milioni, contro una stima non pubblicata di 200 milioni. Il lotto ha superato e quasi raddoppiato il precedente record di Warhol stabilito da Sotheby's New York nel novembre 2013 con «Silver car crash (Double disaster) (in 2 parts)» del 1963, che ha raggiunto i 105,4 milioni.

Della piccola serie di cinque pezzi delle stesse dimensioni, «Shot Red Marilyn» è stata venduta per 3,6 milioni da Christie's New York nel novembre 1994. La versione blu salvia era sfuggita ai danni del famoso colpo di pistola. Anche un'altra variante, «Orange Marilyn», anch'essa non toccata dal proiettile di Podber, è stata acquistata privatamente quattro anni fa dal magnate e collezionista di hedge fund di Chicago Ken Griffin per 250 milioni di dollari. In precedenza era stata venduta come lotto di copertura per 17,3 milioni da Sotheby's New York nel maggio 1998.

In ogni caso, la «Marilyn» di stasera è diventata l'opera più costosa del XX secolo venduta all'asta, superando «Les Femmes d'Alger (Versione "O")» di Pablo Picasso del 1955 che è stata venduta da Christie's New York nel maggio 2015 per 179,3 milioni di dollari (con commissioni).

Christie's aveva annunciato che il nuovo proprietario avrebbe potuto scegliere un ente di beneficenza cui devolvere il 20% del prezzo di vendita, forse pensando di incentivare le offerte. Anche dato il prezzo enorme e l'incoraggiamento caritatevole, alcuni osservatori sembravano delusi dal fatto che il prezzo del Warhol non fosse volato più in alto. «Penso che la gente si aspettasse qualcosa in più», ha dichiarato il gallerista Per Skarstedt mentre usciva dalla sala vendite del Rockefeller Center.

Le aste serali continuano da Christie's con la vendita «21st Century» del 10 maggio.

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