Kirchner, Richter, Burgert: 3 generazioni diverse

Ciò che li accomuna non è solo la medesima nazionalità, o il riconosciuto genio, bensì l’afflato per l’immagine umana e il suo intenso ritratto

«Betty», del 1991, di Gerhard Richter (particolare)
Francesca Petretto |  | Berlino

La nuova mostra di me Collectors Room che si apre l’11 settembre, in occasione della Berlin Art Week, fino al 3 novembre, è dedicata ai tre artisti più amati dal padrone di casa Thomas Olbricht e s’intitola perciò coi loro nomi: «Kirchner - Richter - Burgert».

Ciò che li accomuna, figli di tre generazioni diverse e nettamente separate temporalmente, non è solo la medesima nazionalità, o il riconosciuto genio, bensì l’afflato per l’immagine umana e il suo intenso ritratto. Le loro opere presentate in separate stanze monografiche rispondono a questa ricerca che con costanza attraversò tutta la produzione di Ernst Ludwig Kirchner e attraversa ancora quella del più giovane Gerhard Richter e del recente talento nazionale Jonas Burgert.

Del primo amore di Olbricht, il Kirchner del gruppo Die Brücke, sono presenti lavori del periodo trascorso a Dresda, alla ricerca dell’idillio di un’Arcadia
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