Judy Chicago tra la vita e la morte

Al Baltic la prima antologica inglese dell'artista statunitense

Judy Chicago, «Study for Smuggled from The End: A Meditation on Death and Extinction», 2014. © Judy Chicago/Artists Rights Society (ARS), New York Photo © Donald Woodman/ARS, New York Courtesy of the artist; Salon 94, New York; and Jessica Silverman Gallery, San Francisco
Federico Florian |  | Gateshead.

«Poiché gli uomini hanno una storia, è difficile per loro immaginare che cosa significa crescere senza averne una», dichiara Judy Chicago. L’artista statunitense, nel 2018 nominata da «Time Magazine» una delle cento personalità più influenti al mondo, ha dedicato la sua intera carriera artistica a plasmare una storia dell’arte femminile e femminista, denunciando una scena dell’arte globale dominata da soli uomini.

Impresa cominciata cinque decenni fa, a partire dal 1970, anno in cui Chicago inaugurò al Fresno State College il suo Feminist Art Program, nel quale insegnava arte a sole donne in uno studio fuori dai confini del campus universitario, allo scopo di sfuggire «alla presenza e dunque alle aspettative dei colleghi uomini».

Nell’ottantesimo compleanno dell’artista, nata nella città che porta il suo nome, il Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead presenta la sua prima
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