Intelligenza artificiale per i papiri di Ercolano

Sarà un sincrotrone a svelare misteri e contenuti dei preziosissimi reperti

Tina Lepri |  | Ercolano (Na)

Il piano è partito a metà gennaio e sarà l’intelligenza artificiale e un sincrotrone a svelare misteri e contenuti dei preziosissimi papiri di Ercolano. Molti papiri sono stati scritti con inchiostri a base di piombo illeggibili con i normali raggi X. Il sincrotrone è un macchinario che proietta una luce più luminosa di quella solare. Il voluminoso fondo librario di Ercolano, manoscritti originali conservati a Napoli nella Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, fu bruciato dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Contiene la più antica storia della filosofia europea che verrà letta e analizzata con tecnologie sofisticate e non invasive. È una cordata di studiosi italiani, guidata da Graziano Ranocchia dell’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del Cnr (Cnr-Ispc) e professore di Papirologia dell’Università di Pisa, a essersi aggiudicata i fondi europei di 2,5 milioni di euro dell’«Erc Advanced Grant 885222-GreekSchools».

Lo studio durerà cinque anni e sarà coordinato dall’Università di Pisa, dal Cnr e parteciperanno anche l’Istituto di linguistica computazionale e il Mibact con la Biblioteca Nazionale di Napoli.

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