In Riva al lago

In mostra alla Pinacoteca cantonale le collezioni private dell'alta aristocrazia luganese del Sette e Ottocento

Francesco Hayez, «Il conte Giovanni Battista Morosini», 1985 (particolare)
Ada Masoero |  | Rancate

La Pinacoteca cantonale Giovanni Züst presenta fino al 24 maggio «Dentro i palazzi. Uno sguardo sul collezionismo privato nella Lugano del Sette e Ottocento: le quadrerie Riva», un percorso attraverso la storia dell’arte e della (migliore) società luganese curato da Edoardo Agustoni e Lucia Pedrini Stanga.

Oltre 70 i dipinti giunti dalle residenze dell’aristocratica famiglia dei Riva, cui si aggiungono argenti, arredi, miniature, libri, documenti, in una ricostruzione di alcuni ambienti dei palazzi urbani e delle ville di campagna dei tre rami (conti, marchesi, nobili) del casato: tutti appassionati collezionisti (e committenti, nel ’700, di Giuseppe Antonio Petrini), nel tempo i Riva riunirono opere di Carlo I. Carloni, Gian Francesco Cipper (Il Todeschini), Hayez, Migliara, dei milanesi Bisi, e di altri artisti attivi tra ’700 e ’800.

A queste opere si aggiungono i ritratti dei governatori (landfogti) della prefettura di Lugano, giunti dai Cantoni a Nord delle Alpi, e di alcune opere appartenute ad altre illustri famiglie con cui i Riva erano imparentati o in rapporti di stretta consuetudine.

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