Imprenditori, mecenati e collezionisti

Settanta opere raccontano la passione degli industriali varesini per l'arte

Francesco Hayez, «Tamar di Giuda», 1847 (particolare)
Ada Masoero |  | Varese

Decima e ultima tappa del progetto «Open», promosso da Fondazione Cariplo per condividere i tesori della sua collezione, nel Castello di Masnago si tiene fino al 31 gennaio la mostra «Nel salotto del collezionista: arte e mecenatismo tra Otto e Novecento», realizzata dalla Fondazione milanese con Fondazione Comunitaria del Varesotto e Comune di Varese.

Settanta le opere esposte, dalle raccolte di Fondazione Cariplo, dei Musei Civici di Varese e di altri musei lombardi, riunite in un percorso che da Francesco Hayez giunge a Pellizza da Volpedo e a Gaetano Previati (con uno dei suoi capolavori, «La danza delle Ore»), coinvolgendo i maestri dell’800 lombardo e del primo ’900 i cui lavori furono commissionati o acquistati dagli imprenditori che in quei decenni facevano grande Varese e il suo territorio (le famiglie Ponti, Borghi, Cantoni, Turati, Crespi, De Grandi, Bolchini, Taccioli e i duchi Litta Visconti Arese), in un intreccio di capacità imprenditoriali e di mecenatismo.

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