Il termometro del mercato: le Surrealiste

Ignorate per decenni, le artiste surrealiste ora sono al centro della Biennale di Venezia. Le opere di Carrington, Varo, Fini, Tanning sono ricercate, ma le quotazioni assai lontane da quelle dei colleghi maschi, da Ernst a Magritte

Remedios Varo
Alessia Zorloni |  | Milano

Salvador Dalí, Man Ray, Max Ernst. Anche i meno esperti non faticherebbero ad associare questi nomi al Surrealismo, movimento teorizzato dal poeta francese André Breton nel 1924 e diffusosi a livello internazionale nella prima metà del ’900. Quello che molti non sanno è che il movimento si sviluppò anche grazie al contributo di numerose artiste, le cui opere sono state riscoperte dalla critica e dalla storia dell’arte solo negli ultimi anni.

Leonora Carrington, Remedios Varo, Dorothea Tanning, Lee Miller e Meret Oppenheim sono solo alcune delle donne che operarono nel movimento, spesso sotto l’ala protettrice dei loro compagni. Ignorato per decenni o posto in secondo piano rispetto alle opere dei loro colleghi, il lavoro di queste artiste occupa un ruolo centrale nella Biennale di Venezia di quest’anno, come ha spiegato la direttrice Cecilia Alemani: «Ho voluto raccontare storie che fino ad oggi molti hanno considerato minori, di artiste che spesso erano state sottovalutate rispetto ai colleghi uomini, creando rimandi tra opere storiche e contemporanee».

Prima tra tutte Leonora Carrington (1917-2011), che ha ispirato il titolo della mostra con il suo libro per bambini Il latte dei sogni incentrato sulla metamorfosi dei corpi, uno dei temi fondamentali della mostra insieme al rapporto tra uomo e natura e uomo e tecnologia. Tra le artiste più ricercate dai collezionisti di arte surrealista, insieme a Frida Kahlo, Leonora Carrington da settembre sarà protagonista di una retrospettiva all’Arken Museum for Moderne Kunst di Copenaghen (17 settembre-15 gennaio 2023).

Nota soprattutto per la sua relazione con Max Ernst e basata a Città del Messico, la Carrington fu indiscutibilmente ispirata dalle teorie surrealiste realizzando un vasto corpus di lavori (circa 2mila). Il mercato della Carrington si mantiene solido e il record all’asta risale al 2014 con il dipinto del 1945 «The Temptation of St. Anthony», venduto per 2,2 milioni di dollari. I lavori più quotati sono degli anni ’40 e ’50, tuttavia c’è un interesse di mercato anche per le opere degli anni ’60, ’70 e ’80, così come per i suoi disegni che possono essere acquistati tra 15 e 30mila dollari. Le richieste per i suoi dipinti possono arrivare anche a 3-4 milioni.

Tra le artiste surrealiste Remedios Varo (1908-63) è certamente la più forte, con un mercato quasi paragonabile a quello di Frida Khalo. Il rinnovato interesse per i suoi lavori, confermato dai recenti risultati in asta (nel 2020 è stato venduto il suo top lot per 5,2 milioni di dollari), è legato anche alle acquisizioni di sue opere da parte di musei come il MoMA, che ha inserito in collezione «The Juggler (The Magician)» (1956), e il Malba di Buenos Aires che ha acquisito «Simpatía (La rabia del gato)» (1955). Insieme a Frida Kahlo e Leonora Carrington, le opere di Remedios sono tra le più ricercate dai collezionisti interessati agli artisti messicani o ai surrealisti. Non ha prodotto molto (circa 350 opere) e i suoi prezzi vanno da 100mila dollari circa per i disegni, a 6-7 milioni per gli oli su tela.

La riscoperta del movimento surrealista si concentra anche sull’opera di Dorothea Tanning (1910-2012), che però non si è mai voluta identificare con il Surrealismo per essere libera di esplorare molteplici linguaggi. Il suo record d’asta, «The Temptation of St. Anthony» (1945-46), è stato venduto nel 2018 per 950mila dollari da Christie’s New York, raddoppiando la stima, ma oggi per un lavoro di qualità sono richiesti anche 2-3 milioni.

Nonostante i lavori di queste artiste non siano mai stati oggetto dell’interesse del mercato così come lo sono oggi, un’attenta analisi dei fatturati generati nel 2021 indica come le migliori performance (ad esempio, Leonor Fini con 4.420.158 dollari e Leonora Carrington con 2.737.166), siano in ogni caso ben lontane dal turnover di uno fra i principali esponenti maschili del Surrealismo quale Max Ernst, il cui record ammonta a 15.114.968 dollari.

BIENNALE DI VENEZIA

© Riproduzione riservata Dorothea Tanning «Autoritratto, Parigi, 1930 ca» di Lee Miller © Lee Miller Archives England 2017 Leonor Fini Meret Oppenheim Leonora Carrington
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