Il pugno stretto di Laura sulle urgenze climatiche

Il rapporto tra l’essere umano e l’ambiente naturale è al centro del progetto dell’artista piemontese che, dopo un tour in Italia e all’estero, arriva a Rotterdam

«Over Time» (2021) di Laura Pugno. Foto Roberta Segata
Monica Trigona |  | Rotterdam

«Over Time», installazione video a tre canali dell’artista biellese Laura Pugno (Trivero, 1975), esito di un progetto prodotto da a.titolo e curato da Andrea Lerda che nel 2020 ha vinto la IX edizione dell’Italian Council (programma di promozione internazionale dell’arte italiana), da giovedì 30 giugno sino al 3 luglio, sarà esposta presso A Tale of a Tub di Rotterdam. Perfettamente in linea con la vocazione dello spazio olandese, istituzione non profit che indaga i possibili contributi dell’arte alla comprensione delle questioni sociali, politiche ed ecologiche, l’opera ruota attorno alla precipitazione atmosferica che da sempre esercita grande fascino su grandi e piccini: la neve. 

Purtroppo proprio la neve sta scomparendo ed è sempre più raro ammirarne il candido manto se si escludono altitudini importanti.
Il lavoro dell'artista si compone di tre schermi in cui vengono proiettati in contemporanea tre video accompagnati da una musica concreta ed evocativa realizzata dalla sound artist zurighese Magda Drozd.
«Over Time», still da video, (2021) di Laura Pugno
Nel primo video sono visibili le azione compiute da Michele Freppaz, nivologo dell’Università degli Studi di Torino, primo conoscitore diretto della neve che periodicamente valuta le caratteristiche proprie del manto. Nel video centrale l’artista ha invece trattato il tema della neve sintetica, la cui produzione in Italia è decisamente massiccia. Le fasi di realizzazione del prodotto, dettagliatamente documentate, invitano a una amara riflessione circa un desiderio paradossale di qualcosa che non esiste quasi più. Nel terzo video, infine, compare un uomo che vaga in un bosco ovattato portando sulle spalle un mezzobusto di gesso senza arti.

L’immagine amara dell’uomo solitario, e senza meta, pare mettere in guardia lo spettatore  sulle conseguenze di una società che sta andando verso la deriva. L’invito implicito è a ritrovare quegli equilibri basilari da sempre esistenti tra l’uomo e la natura.
Quest’ultima infatti, come è noto, non soccombe ma si adatta a climi e sistemi di vita. L’uomo invece è più vulnerabile.
«Over Time», documentazione set riprese video (2021). Foto di Michela Curti
Laura Pugno, che da anni esplora con lucida sensibilità il tema del paesaggio, in relazione ai meccanismi della visione e della percezione, utilizza la neve per parlare del rapporto sempre più delicato tra essere umano e ambiente naturale.
«Partendo  dalla premessa che la cultura modifica il nostro modo di guardare il paesaggio, dichiara, indago gli ambienti culturali. Uso il paesaggio per riflettere sulla forza della cultura e su quanto essa ci condizioni nell’osservare l’ambiente».

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