Il Prix Pictet mette al centro la speranza

Il nome del vincitore dei 100mila franchi svizzeri in palio è annunciato il 13 novembre

«End of the Caliphate» di Ivor Prickett
Chiara Coronelli |  | Londra

È «Hope» (speranza) il tema dell’ottava edizione del Prix Pictet. Fondato dal gruppo bancario svizzero nel 2008, il premio si affida alla fotografia per richiamare l’attenzione sulle emergenze della sostenibilità, in particolare quella ambientale. La giuria indipendente (composta da Martin Barnes, Philippe Bertherat, Jan Dalley, Herminia Ibarra, Richard Mosse, Jeff Rosenheim e Kazuyo Sejima, e ancora presieduta da Sir David King), ha selezionato 12 lavori dalla totalità di quelli segnalati da un network di quasi 300 esperti in tutto il mondo.

Il nome del vincitore, al quale vanno i 100mila franchi svizzeri in palio, viene annunciato il 13 novembre al Victoria and Albert Museum, dove il giorno seguente viene inaugurata la collettiva dei finalisti (fino all’8 dicembre, e poi attesa in molte altre sedi). Il capitolo «Hope» dà voce agli interventi che faticosamente contrastano la fragilità del
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