Il polittico finto legno di Antonio da Monteregale

Le conclusioni del recente restauro del ciclo affrescato della Chiesa della Montà di Molini di Triora

Un dettaglio della Crocifissione
Emmanuele Bo |  | Molini di Triora (Im)

«Un esempio dell’influenza della cultura toscana su quella piemontese e ligure, ma anche nizzarda durante il XV secolo». Alfonso Sista, storico dell’arte e funzionario della Soprintendenza della Liguria spiega così l’identità culturale del ciclo affrescato nel 1435 da Antonio da Monteregale nella Chiesa della Montà di Molini di Triora (nell’entroterra della provincia di Imperia) e riscoperto nel 1918 dietro un grande altare ligneo opera di Giovanni Battista Borgogno detto il Buscaglia che era stato addossato alla parete del presbiterio nel 1707 e che ora si trova in controfacciata.

Le conclusioni tecnico-scientifiche e storico-artistiche del recente restauro dei dipinti murali (condotto dal laboratorio Bonifacio di Bussana e finanziato da MiC, Compagnia di San Paolo, Diocesi di Ventimiglia-Sanremo e Comune di Molini) sono state pubblicate nel volume Antonio da Monteregale e la Chiesa della Montà a Molini di Triora (Sagep Genova), curato dallo stesso Sista. Il ciclo presenta una grande scena della Crocifissione che sovrasta un finto polittico con al centro la Vergine con il Bambino e ai lati i santi Giovanni Battista e Stefano, Elisabetta d’Ungheria e Lorenzo. Nel retablo due epigrafi documentano la committenza, l’autore e la data.

© Riproduzione riservata Il finto polittico in legno
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