Il Natale milanese parla toscano

Per il consueto appuntamento a Palazzo Marino arrivano da Firenze quattro capolavori di Sandro Botticelli, Beato Angelico, Filippo Lippi e Tino di Camaino

«Madonna col Bambino» (1490 ca), di Sandro Botticelli (particolare). Firenze, Museo Stibbert
Ada Masoero |  | Milano

Sono quattro quest’anno, tutte giunte da Firenze, le opere presentate dal 2 dicembre al 15 gennaio nella consueta mostra natalizia di Palazzo Marino: i maestri toscani Sandro Botticelli, il Beato Angelico, Filippo Lippi e Tino di Camaino sono i protagonisti della rassegna «La Carità e la Bellezza», curata da Stefano Zuffi e Domenico Piraina e promossa, con il supporto di Intesa Sanpaolo, dal Comune di Milano con quello di Firenze, con cui l’assessore milanese alla Cultura Tommaso Sacchi, già lungamente assessore a Firenze, ha intrecciato un fitto rapporto di scambi.

Allestita da Franco Achilli e Luigi Ciuffreda nella Sala Alessi di Palazzo Marino con un progetto ecosostenibile e riciclabile che evoca una basilica, la mostra si apre, cronologicamente, con la magnifica figura allegorica della «Carità» di Tino di Camaino (1285 ca-1337 ca), conservata al Museo Bardini. Seguono il prezioso tabernacolo con «L’adorazione dei Magi» (1430 ca) del Beato Angelico (1395 ca-1455), capolavoro giunto dal Museo di San Marco cui concorrono pittura, miniatura, oreficeria e intaglio e, da Palazzo Medici Riccardi, la «Madonna col Bambino» (1460 ca) di Filippo Lippi (1406-69), simbolo della mostra: un’opera della maturità del pittore, dal perfetto impianto architettonico, ispirato alla lezione di Leon Battista Alberti.

Chiude cronologicamente il percorso, la «Madonna con il Bambino» (1500 ca) di Sandro Botticelli (1445-1510), dal Museo Stibbert di Firenze, esempio altissimo della stagione inquieta vissuta dall’autore dopo la morte, nel 1492, del suo mecenate Lorenzo il Magnifico e l’adesione alla religiosità apocalittica e tormentosa di Gerolamo Savonarola.

Ma dal palazzo in cui ha sede il Comune di Milano, l’evento s’irradia anche negli altri otto municipi della città, dove le biblioteche di zona, dal 13 dicembre, presentano altrettante opere del Seicento e dell’Otto-Novecento, tutte conservate in istituti milanesi e tutte dedicate al tema, storicamente molto sentito a Milano, dell’assistenza e dell’accoglienza dei più fragili.

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