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Mostre

Il mondo ovoidale di Angelo Bozzola

Due sculture monumentali in ferro e acciaio nel giardino di Palazzo Verbania a Luino

Palazzo Verbania a Luino

Un’unica forma racchiude l’Intera produzione artistica di Angelo Bozzola: il trapezio ovoidale. È la sua quadratura del cerchio. L’elemento con cui ha raggiunto la sintesi tra le istanze geometriche dell’Arte concreta, di cui è stato esponente di spicco, e la passione per il mondo naturale, ereditata dai genitori contadini. Un’ampia selezione di sculture e dipinti dell’artista piemontese, nato a Galliate nel 1921 e scomparso nel 2010, è esposta nella retrospettiva «Spazio e ferro», organizzata dalla Fondazione Angelo Bozzola nel Palazzo Verbania di Luino fino al 15 settembre.

Nel giardino affacciato sulle acque del Lago Maggiore spiccano due sculture monumentali, realizzate tra fine anni Cinquanta e inizio anni Sessanta con sei quintali di ferro e acciaio corten. Sono composte da incastri modulari di trapezi ovoidali che danno origine a imponenti geometrie, a inedite prospettive che proseguono nell’orizzonte del paesaggio circostante. All’interno del palazzo vi è invece una scelta di dipinti dove la medesima forma ricorrente è declinata con l’uso del colore.

«La ripetitività della monoforma serba in sé una potenza generativa illimitata. Attraverso le traslazioni, le rotazioni, le similitudini, le rivoluzioni e gli spostamenti simmetrici della forma primitiva gli è consentito passare dalla pittura alla scultura e, metaforicamente, dal finito all'infinito», scrive Vittorio Sgarbi. Completano il percorso alcuni bozzetti e modelli che illustrano le fasi di lavorazione delle grandi sculture in ferro.

Jenny Dogliani, edizione online, 16 luglio 2020



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