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Mostre

Il mondo delle bambole

Jamie Diamond ed Elena Dorfman all'Osservatorio della Fondazione Prada

«Mother Cherry», 2018, di Jamie Diamond. Courtesy of the artist

Il tema della mostra «Surrogati. Un amore ideale», a cura di Melissa Harris, visibile dal 21 febbraio al 22 luglio all’Osservatorio della Fondazione Prada, in Galleria Vittorio Emanuele II, è l’amore: materno o erotico che sia. Il suo svolgimento, però, opera delle fotografe americane Jamie Diamond (Brooklyn, 1983) ed Elena Dorfman (Boston, 1965), esce dai sentieri normalmente battuti per inoltrarsi in regioni poco note, se non in circoli piuttosto ristretti.

Come quella delle cosiddette «Reborners», che sfogano il loro desiderio frustrato di maternità confezionando e collezionando bambole iperrealistiche cui dedicare le loro cure. A loro guarda Jamie Diamond, che in due dei progetti in mostra («Forever Mothers», 2012-18; «Nine Months of Reborning», 2014) documenta la vita di queste donne-artiste, mentre nel terzo, «I Promise to Be a Good Mother» è lei stessa, indossando gli abiti di sua madre, a interpretare il ruolo di «madre perfetta» di una bambola «reborn», ponendo così in evidenza gli stereotipi e le convenzioni sociali relative alla maternità. Il desiderio erotico è invece al centro della ricerca di Elena Dorfman, che nel ciclo di lavori «Still Lovers», 2001-04, ha esplorato la quotidianità di chi, anche all’interno dei propri nuclei familiari, convive con bambole erotiche a grandezza naturale. Senza emettere alcun giudizio, l’artista esplora il rapporto d’intimità tra una persona e un oggetto dalle sembianze umane, un «surrogato d’amore» modellato nel silicone.

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 394, febbraio 2019


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