Il Bestiario di Yuval Avital

Nei teatri di Parma e di Reggio Emilia l’opera performativa mette al centro della scena il rapporto tra l’essere umano e il mondo animale

Yuval Avital nel laboratorio di scenografia del Teatro Due mentre lavora al labirinto di oltre 150 m che costituirà il Lungo corridoio dell’Uomo nero, una scena del Mostrario Parte II. Parma, Teatro Due. Foto: Andrea Morgillo
Stefano Luppi |

Yuval Avital, nato a Gerusalemme nel 1977 e operativo a Milano,  utilizza una ampia serie di «medium» anche multimediali, essendo artista visivo, noto ad esempio per alcune «sculture sonore», ma anche compositore e chitarrista che non disdegna oltre alla musica neppure il teatro e la danza come strumenti di espressione. Prova di questa poliedricità è ora a Parma e a Reggio Emilia per tre weekend week consecutivi tra il 18 novembre e l’11 dicembre.

L’artista, infatti, propone il capitolo finale del suo «Bestiario della Terra», il progetto scelto quest’anno dal Reggio Parma Festival chiamato «Mostrario»:  la prima parte il 18, 19 e 20 novembre al teatro Regio di Parma, seguono rispettivamente la seconda e terza parte il 2,3,4 dicembre al teatro Due di Parma e il 10 e 11 dicembre al teatro municipale Valli di Reggio.

L’opera con carattere performativo mette al centro della scena, con l’aiuto appunto di attori, danzatori, cantanti, musicisti e burattinai nonché il coinvolgimento del pubblico e delle maestranze dei teatri, il rapporto tra l’essere umano e il mondo animale, illustrato  grazie a diciotto ambientazioni che alla fine definiranno la natura animale presente nella popolazione umana.

In particolare i visitatori al Regio vedranno sei scene con l’esibizione di sirene, salamandre, discoteca degli Sciapodi (umanoidi su un solo piede ballano mentre risuona una melodia composta da Avital), un coro di uccelli e su tutti dominerà il mostruoso «gigante Argos». Al Teatro Due altre scene che legano le molteplici discipline per dare vita ad alcuni miti dell’immaginario collettivo come la Medusa o il «bosco di Cernunnos», dio celtico della fertilità maschile.

Sarà infine presente una sorta di clown a impersonare un Golem che risponderà alla domanda centrale del progetto: chi è il mostro? Nell’ultima tappa a Reggio le sette scene al Valli si svilupperanno nei sotterranei e ballatoi con al centro il campo delle mandragole, la città dei peluche, la sala della vipera e dei vermi giganti, le libellule e ninfee, il giardino segreto dei conigli, i topi, il porcile, immaginifiche performance rese da cantanti e ballerini.

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