Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Veronica Rodenigo
Leggi i suoi articoliSi svolgerà dal 3 al 9 maggio nella città partenopea il World Tunnel Congress 2019 (Wtc) dal titolo «Tunnels and Underground Cities: Engineering and Innovation meet Archaeology, Architecture and Art» promosso dalla Società Italiana Gallerie (Sig) e dall’International Tunnelling and Underground Space Association (Ita-Aites).
All’appuntamento sono attesi docenti e ricercatori universitari, professionisti, società di ingegneria e i rappresentanti delle principali società di costruzione del comparto. Particolarità del programma (che conta ben 150 relatori) saranno le sessioni dedicate alla «tripla A»: Archeologia, Architettura e Arte (presso Palazzo Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare e Palazzo Serra di Cassano) includenti anche visite off site.
Nella giornata dell’8 maggio si concentreranno gli interventi dedicati all’interazione tra grandi opere infrastrutturali e ritrovamenti archeologici tra cui l’esempio della stazione di Sintrivani per la metropolitana di Salonicco, il progetto a Milano, per la nuova stazione della fermata di Sant’Ambrogio con il collegamento tra le linee M4 e M2, il focus sulle Stazioni dell’Arte, la Stazione di San Giovanni della Metro C di Roma con la musealizzazione di alcuni reperti afferenti a diverse epoche.
Né mancheranno le visite in situ come quella dedicata al Tunnel Borbonico (recentemente restaurato e fatto realizzare da Ferdinando II di Borbone per collegare Palazzo Reale con piazza Vittoria) e alla Stazione Municipio (linea 1) della metropolitana di Napoli dove gli scavi hanno riportato alla luce il porto della Neapolis romana.
Il Tunnel borbonico a Napoli. Foto di Vittorio Sciosia
Altri articoli dell'autore
Nell’antica città romana in provincia di Venezia stanno per concludersi gli scavi (saranno ricoperti) nei ventisei ettari di terreno da poco acquisiti nella campagna altinate
Da Porto Marghera alle ex officine per la lavorazione del ferro nell’Arsenale sud, la nuova «entità corporea» avrà spazi per consultazione, ricerca, workshop, catalogazione e restauro di tutto l’eterogeneo patrimonio dell’Istituzione veneziana, ma sarà anche centro di produzione. Apertura nel 2027
Luciano Pollifrone ha selezionato sedici progetti realizzati tra 1932 e il 1978 che compendiano l’approccio al design d’interni del maestro veneziano
Acqua salmastra, piogge acide, alghe, licheni, irraggiamento solare e un muro da sette tonnellate da maneggiare: il restauratore Federico Borgogni racconta il complesso intervento su «The Migrant Child» e le soluzioni allo studio per la sua conservazione



