I limoni lunari di Francesco Simeti

Al centro dell’allestimento nell’Xnl Piacenza un’amplissima ricostruzione scenico-plastica, densa di elementi naturali e animali tratti da database digitali

«Come un limone lunare» (2022) di Francesco Simeti, allestito presso Xnl Piacenza. Foto Daniele Signaroldi. Cortesia di Xnl Piacenza
Stefano Luppi |  | Piacenza

La riflessione artistica di Francesco Simeti (Palermo, 1968), da tempo attivo a Brooklyn, è incentrata in particolare su colorate installazioni artistiche che a una prima semplicistica analisi visiva appaiono di sapore pop, visto che le immagini sono in genere tratte da quotidiani e riviste, ma in realtà sono produzioni capaci di analizzare in modo complesso realtà legate all’immaginario di società e natura contemporanee.

Lo si vede con dovizia di esempi a Xnl Piacenza, il centro espositivo di arte contemporanea, cinema, teatro e musica della Fondazione di Piacenza e Vigevano dove fino al 29 gennaio è allestita la personale «Francesco Simeti, come un limone lunare», curata da Paola Nicolin. Al centro dell’esposizione c’è l’opera di nuova fattura che dà il titolo alla rassegna, un’amplissima ricostruzione scenico-plastica, densa di elementi naturali e animali tratti da database digitali legati alla vendita di contenuti fotografici che restituiscono una realtà frutto di disparate fonti su cui l’artista ha riflettuto nell’ultimo ventennio.

Materiali provenienti, come si accennava, da pagine di quotidiani e riviste, da erbari, taccuini rinascimentali di animalia e naturalia fino a spunti di iconografia rurale, di agraria, di botanica, di scienze naturali. Intorno a questo patrimonio fisico-visivo l’artista siciliano ricostruisce i temi che più lo interessano, con analisi visive intorno alla crisi ambientale, alle guerre tra popoli, alle migrazioni, alle sovrapposizioni tra reale e artificiale o tra fisico e molto del digitale e del Metaverso. Una pluralità di riflessioni che lungo il percorso sono arricchite da numerose altre opere realizzate dalla seconda metà degli anni Novanta a oggi tra collage, wallpaper, sculture, ceramiche.

Tra loro: l’oggetto ceramico «Centaurea» (2016), i collage «Pallanuoto» e «Yelling» (2004), il wallpaper «Crap on Crops» (2005), la videoanimazione «Unrelenting» (2020). La mostra è accompagnata da un catalogo Mousse Publishing con testi di Ippolito Pestellini Laparelli e Gianluca Concialdi.

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