I fiori della cultura olandese

Al Mauritshuis rende omaggio al genere della natura morta floreale che in poco più di un secolo (1600-1730) conobbe uno straordinario sviluppo

«Vaso di rose, mela cotogna, farfalle e insetti, dedicato a Johan Radermacher» (1589) di Joris Hoefnagel, Middelburg, Zeeuws Museum
Elena Franzoia |  | L’Aia

Si immerge nel viola del Mauritshuis, che festeggia i suoi 200 anni, per ospitare fino al 6 giugno la mostra «In Full Bloom». All’insegna del riciclo e della sostenibilità, il designer Tom Postma (che ha progettato anche la decorazione floreale esterna del museo) ha infatti scelto per l’allestimento un laminato di origine organica ricavato pressando foglie e fiori scartati della coltivazione industriale dei bulbi, tra cui il celebre tulipano Rembrandt. I pannelli saranno poi riutilizzati per realizzare elementi di arredo. Curata da Ariane van Suchtelen la mostra rende omaggio a uno dei generi più amati della pittura olandese, che in poco più di un secolo (1600-1730) conobbe uno straordinario sviluppo: la natura morta floreale.

«Presentiamo 60 opere tra dipinti, stampe e disegni, album e libri, di cui molte appartenenti alle collezioni del Mauritshuis, afferma van Suchtelen. La natura morta floreale, tuttora amatissima, ha dato peraltro spazio al talento artistico femminile in un periodo in cui per le donne era difficilissimo essere riconosciute professionalmente. Spiccano in particolare Alida Withoos, Judith Leyster e Maria Moninckx, di cui ho cercato di esporre il maggior numero possibile di opere anche per poterne raccontare le storie. È poi da sottolineare che durante la Tulip Mania (1634-1637) i bulbi di tulipano valevano una fortuna, ma esistevano solo mercanti e non figure professionali legate al loro utilizzo. Pittori e illustratori realizzavano le loro composizioni da soli, e sono stati quindi i primi a trattare i fiori come opere d’arte».

Tra i capolavori più significativi si segnalano il «Vaso di fiori in una finestra» di Ambrosius Bosschaert (1618 ca), primo pittore a concentrarsi su questo nuovo genere a pochi anni dalla nascita dell’Hortus Botanicus di Leida, la naturale e asimmetrica «Natura morta floreale» (1639) di Hans Bollongier e gli spettacolari e ricercati mazzi, ricchi di varietà esotiche, dipinti da Willem van Aelst («Natura morta di fiori con orologio», 1663) e Jan Davidsz de Heem («Vaso con fiori», 1670 ca).

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