I dieci anni di MIA Fair

Fabio e Lorenza Castelli hanno inventato tanti incontri, mostre, premi, ma anche nuove sezioni per i mobili e il design

Rankin, «Blue Leopard - Pink, Saved By The Bell series», 2018 (particolare). Cortesia di 29 ARTS IN PROGRESS gallery
Ada Masoero |

MIA Fair, la più importante fiera italiana dedicata alla fotografia, festeggia i suoi dieci anni tornando in presenza, dopo l’edizione forzatamente online dell’anno passato, e lo fa con un’edizione ricca di novità: nuove date (autunnali, dal 7 al 10 ottobre), nuova sede (Superstudio Maxi, in via Moncucco 35, zona Famagosta, dove può disporre di oltre 7mila metri quadrati) e due nuove sezioni, MIDA/Milan Image Design Art e Beyond Photography/Dialogue.

La prima, sulla relazione tra fotografia e design, presenta tre mostre: «Parallel», curata da Mosca&Partners (Valerio Castelli, Caterina Mosca), che espone una scelta di oggetti di designer internazionali contemporanei posti in relazione con lavori fotografici, e le rassegne di Nicola Quadri, su design e fotografia scandinavi, e di Alessandro Stefanini, con ironici mobili vittoriani interpretati dallo sguardo di Elliott Erwitt.

La seconda, «Beyond Photography/Dialogue», è un progetto inedito sul rapporto con il mondo dell’arte contemporanea, curato da Domenico de Chirico e riservato alle gallerie dedite alle giovani generazioni internazionali, dove la fotografia dialoga con opere realizzate con altri media. Temi ineludibili, che i direttori, Fabio Castelli (fondatore di MIA) e Lorenza Castelli (direttrice organizzativa di MIA), hanno colto sollecitamente.

Nuova anche l’immagine coordinata, affidata a una figura audace come il britannico Rankin, che si è servito delle fotografie del suo progetto «Saved by the Bell». Cuore della fiera è la Main Section, che riunisce 90 gallerie italiane e straniere, in arrivo da molti Paesi d’Europa e da Stati Uniti, Regno Unito, Turchia. A esse si aggiungono 50 espositori, tra editoria, design e progetti speciali (fra i quali l’omaggio a Giovanni Gastel), che portano il numero totale a 140.

Accanto a MIA Fair, lo storico partner Bnl Gruppo Bnp Paribas (main sponsor) con il Premio Bnl Gruppo Bnp Paribas, e lo Studio G*AA Giaquinto Architetti Associati (con ArtPhotò di Tiziana Bonomo) con il Premio G*AA Fotografia di Architettura, cui si aggiunge Eberhard & Co., per il nono anno, con il nuovo progetto (insieme a «iO Donna») a cura di Renata Ferri, «Il lungo addio. Storie dei nostri emigranti dell’Italia del boom», che espone immagini d’epoca commentate da Gian Antonio Stella.

Oltre a un ricco programma culturale, che affronta temi come la novità degli NFT e focus sui molti argomenti legati alla fotografia, MIA Fair è ricca di premi e collaborazioni innovative, come illustrano Fabio Castelli e Lorenza Castelli: «Al premio più prestigioso, il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, sponsor fin dalla prima edizione, si affiancano altri riconoscimenti, sempre all’insegna della trasversalità e della molteplicità dei linguaggi artistici: il Premio G*AA Fotografia di Architettura, dedicato alla fotografia di architettura, il Premio Esplorare Gavi - Immagini d’autore dal Piemonte, per far conoscere il territorio del Gavi Docg attraverso la fotografia d’autore, e il Premio PUNCTUM Sinestesie Cromatiche destinato a fotografi professionisti e amatoriali che vogliono interrogarsi sul rapporto tra fotografia e colore.

Il premio New Post Photography, composto da un premio e due mostre, si rivolge alle tendenze più creative e alle ricerche artistiche della fotografia contemporanea. Nuova la collaborazione con il Museo delle Culture di Lugano (MUSEC), concretizzata con la mostra “Artificial Japan. Fotografie della Scuola di Yokohama. 1860-1910”, una selezione di opere della Collezione di fotografie della Fondazione “Ada Ceschin e Rosanna Pilone” di Zurigo. Rinnovata anche l’immagine coordinata di MIA Fair, firmata dal fotografo britannico Rankin, tratta dal suo progetto “Saved by the Bell”
».

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre
Altri articoli di Ada Masoero
Altri articoli in MOSTRE