Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

I capricci veneti di Vittorio Cini

Veronica Rodenigo

Leggi i suoi articoli

Palazzo Cini a San Vio, già dimora del conte Vittorio Cini, ha riaperto l’8 aprile ed è visitabile sino al 15 novembre. Grazie a una partnership tra Generali e Fondazione Cini, da tre anni a questa parte è possibile esplorarne spazi, collezioni e mostre.

Ubicato nel sestiere ribattezzato Dorsoduro museum mile, il Palazzo ospita al primo piano le collezioni del conte: opere toscane e ferraresi dal XIII al XVI secolo, porcellane e arredi. Raccolte spesso arricchite da singolari «ospiti»: fino al 13 giugno c’è la tela di Andrea Mantegna raffigurante l’evangelista Marco, concessa dallo Städel Museum di Francoforte sul Meno. I

l secondo piano è per le esposizioni temporanee. Ora è di scena un ulteriore nucleo collezionistico del conte Vittorio, composto di 30 opere d’arte veneta: soggetti sacri, ritrattistica, Capricci e scene di paesaggio dal Trecento a fine Settecento articolati in un percorso ideato dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini diretto da Luca Massimo Barbero.

È un’occasione di approfondimento che culminerà con la pubblicazione del catalogo scientifico della Galleria. La pittura del Trecento e del primo Quattrocento è testimoniata, tra gli altri, da Guglielmo Veneziano, Nicolò di Pietro e Michele Giambono, presente quest’ultimo con la tavola raffigurante «San Francesco che riceve le stimmate».

Il Rinascimento è introdotto dalla «Madonna Speyer» di Carlo Crivelli cui si aggiungono Cima da Conegliano, Bernardo Parentino, Giovanni Mansueti, Benedetto Diana e Bartolomeo Montagna con la «Madonna con il Bambino e i santi Giovanni Battista e Francesco» del 1485 ca. Si prosegue con «San Giorgio che uccide il drago» di Tiziano e con una sezione sulla ritrattistica cinquecentesca di Bartolomeo Veneto, Bernardino Licinio e Lorenzo Lotto.

Infine il Settecento, con i Capricci di Canaletto e Francesco Guardi, i bozzetti per pale d’altare di Giambattista Tiepolo e le turcherie di Antonio Guardi: tre album con 58 fogli raffiguranti fatti della storia veneziana.

Veronica Rodenigo, 10 maggio 2016 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

A Pieve di Cadore la prima di due mostre focalizzate su un aspetto ancora trascurato: la raffigurazione del paesaggio nella produzione tizianesca

Un progetto a cura di Luigia Lonardelli con l’Archivio Storico-Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, per mesi ha messo in dialogo Oriente e Occidente, con un itinerario che, partito in Cina, è ora in India. Nel 2026, destinazione Mongolia (e, per l’Asac, una nuova sede all’Arsenale)  

Alla Fondazione Querini Stampalia il primo capitolo di un’indagine sulla temporalità dell’architettura, sulla sua capacità di essere tanto costruzione quanto apparizione

Dopo un restauro di otto mesi il dipinto, acquistato dallo Stato nel 2021, trova finalmente posto a Palazzo Grimani, rinsaldando il legame storico tra la famiglia e il pittore napoletano

I capricci veneti di Vittorio Cini | Veronica Rodenigo

I capricci veneti di Vittorio Cini | Veronica Rodenigo