Healing Arts: gli artisti che aiutano gli artisti che curano

La sofferenza mentale per il Covid-19 minaccia una generazione: lo afferma l'OMS. Con la vendita di opere 15 milioni per agire sulle conseguenze psicologiche della pandemia

Anna Somers Cocks |

Si può misurare l’utilità dell’arte? Sembra di sì almeno nel contesto della salute mentale,  la demenza, negli ospedali e nelIe prigioni, sopratutto quando l’esperienza artistica è attiva e viene mediata dall’artista in persona. Due gruppi di ricercatori hanno dimostrato che fare arte porta conforto, consolazione e in alcuni casi persino guarigione nelle persone che soffrono di mente.

Una delle pubblicazioni è della OMS, di Daisy Fancourt and Saoirse Finn, «What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review» (WHO Network Synthesis Report 67, 2019); l’altra è un rapporto molto approfondito del parlamento britannico, di Rebecca Gordon-Nesbitt and Alan Howarth: «The arts and the social determinants of health: findings from an inquiry conducted by the United Kingdom All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing» (Arts and Health, 12, 2020).

Questa consapevolezza arriva al momento giusto perché, insieme al Covid-19 vi è ora una «pandemia specchio», costituita dal disagio emotivo. L’allarme è stato lanciato dall’OMS quando a gennaio il suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che «la salute mentale dev’essere trattata come un elemento centrale della nostra risposta alla pandemia: se manchiamo di prendere sul serio anche il benessere emozionale della gente pagheremo un prezzo pesantissimo sia  in termini sociali che economici».

Il rapporto OMS «Mental health preparedness and response for the COVID-19 pandemic» [https://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/EB148/B148_20-en.pdf] afferma che in tutto il mondo si manifesta un’enorme crescita di gravi problemi mentali dovuti a solitudine, reclusione, paura, preoccupazioni finanziarie e lutti.

In risposta a questa realtà è nata l'iniziativa «Healing Arts» sotto gli auspici dell’OMS e in collaborazione con la casa d'aste Christie's.  Con la vendita di opere d'arte, gioielli, orologi e articoli di lusso ricevuti in donazione, Healing Arts raccoglie fondi per due cause interconnesse. La prima è della Fondazione dell’OMS stessa per sovvenzionare programmi finalizzati ad alleviare i problemi di salute mentale causati da Covid-19.

La seconda è il collegato «Artists’ Response Fund» che fornirà supporto a progetti d’artisti incentrati sulla salute mentale nelle comunità che soffrono di Covid-19. Questi programmi saranno scelti da un comitato composto da Cara Courage della Tate, Carolyn Christov-Bagarkiev direttrice del Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Heidi Holder del Metropolitan Museum, Christopher Bailey della Fondazione OMS e dal banchiere John Blaffer Royall.

Alcuni progetti sono già in corso. La Onlus inglese «Hospital Rooms» commissiona dipinti murali da artisti affermati per rendere meno desolanti gli istituti psichiatrici; il progetto «Painted Desert» creato da un medico-artista, Ben Thomas, insegna ai giovani della popolazione Navajo in Arizona, nella quale il tasso di suicidi è aumentato vertiginosamente durante la pandemia, a esprimersi e curare la propria salute attraverso l'arte; un progetto per le donne yazide nel nord dell'Iraq aiuta le sopravvissute a violenze sessuali ad superare il loro trauma attraverso l'arte (quest'ultimo progetto usufruisce anche del sostegno di  Community Jameel).

Tra gli artisti che hanno già donato a Healing Arts ci sono Antony Gormley, William Kentridge, Ahmed Mater, Martin Creed, Miquel Barceló, Ragnar Kjartonsson, Michael Rakowitz e Yoshitomo Nara; alcune di queste opere sono incluse nella vendita di arte contemporanea di Christie's a Londra il 25 marzo. Christie's si è impegnata a vendere altre opere durante tutto 2021, con l'obiettivo di raccogliere un totale di 15 milioni di dollari per le due cause.

La novantenne Land artist Agnes Denes, che nel 1982 piantò un campo di grano intorno alle Torri Gemelle di New York, ha realizzato per Healing Arts una bandiera in edizione limitata, «The Future is Fragile, Handle with Care» che sarà issata sopra Tate Britain ed altri luoghi simbolicamente importanti in tutto il mondo. Il progetto Healing Arts sarà anche presentato alla Biennale di architettura di Venezia in maggio e lo stesso mese a Parigi, ad Aspen, Colorado, in agosto, e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York in settembre.

Qui il programma delle conferenze dal 22 al 26 marzo con scienziati e medici, artisti e curatori.


Healing Arts fa parte del progetto «The Future is Unwritten» per coinvolgere le arti negli «Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile» (SDG) delle Nazioni Unite. L’iniziativa è prodotta da «Culturunners», diretta da Stephen Stapleton e Christopher Bailey dell'OMS, insieme a John Blaffer Royall e Anna Somers Cocks, ex direttrice di «The Art Newspaper», il giornale media partner che trasmetterà tutto il programma su YouTube.

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