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Mostre

Gli oggetti di Delle Chiaie dialogano con i reperti

Sessanta opere dell'artista romano al Museo Archeologico Nazionale di Portogruaro

«Il Museo è quello dietro», 2020, di Fausto Delle Chiaie. Cortesia dell'artista

Dal 19 settembre al 10 gennaio le opere dell’artista romano Fausto Delle Chiaie (1944) dialogano con i reperti dell’antica colonia romana di Julia Concordia nel Museo Archeologico Nazionale Concordiese di Portogruaro. Artista «situazionista», come l’ha definito Achille Bonito Oliva, Delle Chiaie lavora quasi sempre en plein air nel contesto urbano, utilizzando oggetti comuni o di scarto cui dà nuovo significato.

Emblematico il suo Museo all’Aria Aperta in via Ripetta a Roma (tra l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto), dove ogni giorno l’artista compie un gesto «infrazionista» (ovvero un’azione spontanea di collocazione-donazione), sistemando sul marciapiede piccoli sassi, monetine, scatti fotografici e confezioni di sigarette accartocciate corredati da didascalie che aiutano il passante a coglierne il nesso concettuale.

A Portogruaro Delle Chiaie giunge grazie all’intuizione di Boris Brollo, curatore della mostra intitolata «Lì per Lì», messa a punto con la collaborazione di Alessandro Maganza. «Delle Chiaie è un po’ come un rabdomante dell’arte, raccoglie quanto trova. Gioca sul lapsus, sulla contraddizione, fa il verso a cose già esistenti, usando tutti materiali di scarto», spiega Brollo.

Sono esposti circa 60 tra oggetti, opere su carta e fotografie provenienti da collezioni private o creati appositamente come per esempio «Il Museo Archeologico è quello dietro», uno scatto che ritrae un camion della spazzatura davanti al museo. Quest’ultimo lavoro, carico di significati, coinvolge l’Asvo, l’azienda locale di raccolta rifiuti sponsor della mostra portogruarese. E stabilisce un collegamento con la prima monografia sull’opera dell’artista: Fausto delle Chiaie. L’Arte? Rubbish, edita da Electa.

Tra le opere in mostra: «Giacometti orizzontale», un lungo stretto telo di tre metri disteso a terra, «Lascia perdere», un gratta e vinci usato, «Picasso a metà prezzo», un disegno non finito da Picasso, e «Roma 2000 anni dopo», una carta geografica di Roma accartocciata.

Veronica Rodenigo, da Il Giornale dell'Arte numero 410, settembre 2020



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