Giramondo a Parigi

I vent'anni della fiera internazionale d'arte africana, asiatica e d'archeologia di Saint-Germain-des-Prés

Statuetta antropomorfa nkisi a uso rituale, coperta di chiodi © Bernard Dulon, Parigi
Luana De Micco |  | Parigi

Parcours des mondes, la fiera internazionale d’arte africana, asiatica e (dal 2018) d’archeologia del quartiere di Saint-Germain-des-Prés compie 20 anni. Quest’anno, dal 7 al 12 settembre, accoglie 42 gallerie, perlopiù parigine ed europee, ma con presenze anche da Australia (Chris Boylan) e Stati Uniti (Dimondstein Tribal Arts e Michael Hamson).

L’unico italiano, Dalton Somaré di Milano, espone una scultura del gruppo etnico Kota del Gabon, una figura di guardiano di reliquiario alta 37 cm, di legno, ottone e rame, dell’Ottocento. Tra le gallerie parigine, Bernard Dulon presenta una statuetta antropomorfa nkisi a uso rituale, coperta di chiodi, del popolo Bakongo (Congo), di fine Ottocento o primo Novecento, mentre Yann Ferrandin propone una maschera giapponese del Teatro Nō del Seicento. Da Barcellona, Guilhem Montagut Gallery porta una delicata statuetta femminile Baulé, popolo della Costa d’Avorio, datata 1840-80, mentre, da Bruxelles, Serge Schoffel propone una tipica figurina di idolo in terracotta della cultura Timoto-Cuica, (1300-1500 d.C. circa), proveniente dall’odierna provincia di Trujillo in Venezuela.

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