Giorno per giorno nell’arte | 3 maggio 2023

Domani 4 maggio apre l’Istanbul Modern | Sgarbi deve decidere tra la carica di sottosegretario e quella di consigliere regionale | Re Juan Carlos sospettato del furto di tre quadri dal Palacio Real | In Egitto scoperta una statuetta di Buddha di epoca romana | Nasce nel sottosuolo di Roma il Rif, il primo Museo delle periferie | La giornata in 12 notizie

«Paesaggio campestre con pastorelle in riposo e pescatore», di Francesco Zuccarelli. Collezione privata. In mostra al Museo Eremitani di Padova dal 6 maggio
Redazione |

Domani 4 maggio apre l’Istanbul Modern. Dopo cinque anni di costruzione, domani 4 maggio apre nella metropoli sul Bosforo l’Istanbul Modern, in un edificio progettato da Renzo Piano con una superficie di oltre 10mila metri quadrati, spazi dedicati a mostre temporanee e permanenti, programmi educativi e proiezioni di film, e un caffè. È situato in un quartiere storico, lo stesso in cui era stata costruita la sede inaugurale del museo nel 2004, sul lungomare Karaköy di Istanbul, dove si incontrano lo stretto del Bosforo e l’estuario del Corno d’Oro. Considerato per molto tempo il principale museo d’arte contemporanea della Turchia, l’Istanbul Modern ha chiuso la sua vecchia sede nel 2018, trasferendosi temporaneamente nel vicino edificio dell’Union Française, proprio mentre iniziava la costruzione del nuovo edificio. [Il Giornale dell’Arte]

Aut aut per Sgarbi: deve decidere tra la carica di sottosegretario e quella di consigliere regionale. Vittorio Sgarbi, dal 2022 sottosegretario di Stato alla Cultura, e dal 2023 consigliere della Regione Lombardia, deve decidere tra queste due cariche istituzionali. A chiederlo è il Consiglio Regionale della Lombardia che reputa la carica ricoperta da Sgarbi come consigliere lombardo incompatibile con l’incarico di sottosegretario. Tempo per decidere 10 giorni, dopodiché l’incarico di consigliere regionale, ricoperto per il gruppo Noi Moderati, decadrà automaticamente. Al posto di Sgarbi subentrerebbe in Consiglio Nicolas Gallizi, eletto nella circoscrizione di Milano. Il critico d’arte già in precedenza aveva annunciato l’intenzione di rimanere a Roma. [Redazione]

Re Juan Carlos di Spagna sospettato del furto di tre quadri dal Palacio Real nel 1989. C’è un libro che sta già facendo discutere in Spagna, anche se non è ancora stato pubblicato. L’8 maggio esce King Corp., un'inchiesta giornalistica di José María Olmo e David Fernández. I due giornalisti svelano i segreti del re emerito, ora esiliato ad Abu Dhabi. Tra le rivelazioni di King Corp. ci sarebbe la chiave del mistero dei dipinti rubati dal Palacio Real nel 1989. Nell’agosto di quell’anno da un’area del Palacio Real chiusa al pubblico sparirono tre piccoli dipinti, due di Velázquez e uno di Carreño de Miranda. I ladri non lasciarono alcuna traccia,  non era scattato alcun allarme, e il sistema di rilevamento non aveva registrato nulla. I ladri, apparentemente, si sarebbero mossi all’interno del Palazzo come se fossero a casa loro. Anni dopo, uno dei collaboratori più stretti del monarca, Sabino Fernández Campo, in punto di morte, raccontò a un parente di aver visto due di questi dipinti nella casa di un’ex amante di Juan Carlos. Contattata dal giornalista José María Olmo, la donna non negò i fatti. [Le Figaro]

In Egitto scoperta una statuetta di Buddha di epoca romana. Il 27 aprile il Ministero delle Antichità egiziano ha annunciato la scoperta nell’antico sito di Berenice Trogloditica, città portuale sul Mar Rosso, oggi Medinet el Haras, di un’antica statuetta di Buddha, rivelatrice di importanti legami commerciali tra l’Impero romano e l’India. La statua, alta 71 cm e risalente all’epoca romana (II secolo d.C.), raffigura il Buddha in tunica, privo degli arti sul lato destro; un’aureola ne circonda il capo in riferimento ai raggi del sole. La scoperta si deve a una squadra di archeologi americani e polacchi, attiva sul sito dal 1994. Stephen Sidbotham, responsabile dell'équipe americana, ha dichiarato che durante i lavori al tempio la missione ha rinvenuto anche  un’iscrizione in hindi (sanscrito) risalente all'imperatore romano Filippo l'Arabo (Marcus Iulius Philippus) (244 - 249 d.C.). [Le Figaro]

Nasce nel sottosuolo di Roma il Rif, il primo Museo delle periferie. Nascerà finalmente a Tor Bella Monaca grazie ai fondi del Pnrr, il Rif, primo museo delle periferie («Rif» sono appunto tre lettere dentro la parola «periferie»), promesso da anni per portare l’arte contemporanea anche nelle «metropoli del terzo millennio». Progetto di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Municipio V, il Rif nascerà nel sottosuolo, scavando un giardino. Sarà un luogo di 1.700 metri quadrati con laboratori, cinema, biblioteca, spazi per mostre d’arte e storia dell’hinterland dell’Urbe, ossia la Roma che si estende oltre il Grande raccordo anulare, cresciuta, spesso disordinatamente, con le sue mille borgate. E sarà un museo nel senso contemporaneo, spiega Orazio Carpenzano, preside di Architettura all’Università «La Sapienza», che lo ha progettato assieme a Giorgio De Finis, ex direttore del Macro. Il Rif fa parte dell’ampio Piano Integrato di Tor Bella Monaca-Tor Vergata incentrato sullo sviluppo di un sistema di servizi tra i due centri dell’universo periferico romano: quello di R5, progettato da Piero Barucci ed Elio Piroddi, dove troverà spazio la Casa della Città, e la sede del Rif con il nuovo Parco Archeologico della zona. [Tina Lepri]

I Longobardi non arrivarono nel Piceno per devastarlo. Ascoli Piceno ospita il convegno «Sulle orme dei Longobardi. Fra Marche e Umbria. Ascoli, Castel Trosino, Spoleto»: coordinato da Paolo Delogu, professore emerito alla «Sapienza» di Roma e dall’archeologo Andrea R. Staffa, si tiene giovedì 4 e venerdì 5 a Palazzo dei Capitani, sabato 6 al Forte Malatesta quando nel pomeriggio verranno presentati anche dei piani di valorizzazione. Nel simposio dedicato alla memoria di Lidia Paroli, partendo da studi dell’archeologa scomparsa nel 2013, vengono presentate ricerche effettuate da Staffa, Delogu, Marco Ricci e Chiara Valdambrini. Con quali esiti? I Longobardi arrivarono «nel Piceno verso il 590 non per devastare l’antica Asculum e sottometterne il territorio, riporta una nota, ma quali mercenari al servizio del potere imperiale bizantino, del quale assicureranno il controllo della città sin verso il 620-630, stanziandosi infine in città e rivestendo infine un ruolo importante nel governo del territorio ormai entrato a far parte del ducato longobardo di Spoleto». Partecipano più università, istituti e studiosi. Il 26 e 27 maggio si terrà a Grosseto il convegno «Longobardi: cultura, società, potere, economia». Per informazioni: issmceccodascoli.org e comune.ap.it. [Stefano Miliani]

Modifiche irrispettose alla Cappella Ortelli a Cernobbio, capolavoro di Terragni? Alcuni giorni fa l’Archivio Giuseppe Terragni, che tutela la memoria del grande architetto razionalista, in un post pubblicato su Facebook ha denunciato quanto avvenuto alla Cappella Ortelli, opera di Terragni che si trova al Cimitero di Cernobbio. La Cappella Ortelli, al cui progetto collaborò anche lo scultore Vitaliano Marchini, assistente di Wildt a Brera, fu realizzata nel 1929 per Domenico Ortelli (1862-1929), illustre cittadino del comune comasco. Nel 1973 la struttura passò dagli eredi di Ortelli al Comune di Cernobbio, per poi esser ceduta a una famiglia del luogo che la rimaneggiò sia all’interno sia all’esterno, con modifiche che inizialmente non sconvolgevano il progetto iniziale di Terragni. Ma secondo lo storico dell’arte Victor Rafael Veronesi, interpellato dal sito «Finestre sull’Arte», «stando a dei post sul profilo dell’Archivio Terragni, gli interventi non si sarebbero limitati solo a queste anche comprensibili azioni, ma anche a delle meno rispettose e imprecisate modifiche». Apparentemente sulla Cappella Ortelli non risulta esser posto alcun vincolo architettonico, ma essendo una struttura più vecchia di cinquant’anni, avrebbe dovuto esserlo. Pare che ora le autorità competenti stiano facendo le verifiche del caso. [finestresullarte.com]

Una sorta di sacro Graal per gli appassionati di automobilismo: all’asta la collezione Palmen. Un tesoro di 230 auto d’epoca è stato recentemente scoperto nei Paesi Bassi. Si tratta di uno dei più grandi ritrovamenti nella storia dell'automobile. La straordinaria collezione, accumulata nel corso di quarant’anni dal connoisseur olandese Ad Palmen, verrà messa all’asta in una vendita pubblica online, condotta dalla Gallery Aaldering in collaborazione con Classic Car Auctions. Palmen a metà degli anni Sessanta lavorava come commerciante di auto a Dordrecht. Ha iniziato la propria collezione personale con una Lancia B20 (una vettura degli anni ’50) gialla, ampliando poi il suo «garage» con una serie di modelli-icona provenienti da tutto il mondo. Tra le marche presenti figurano Alfa Romeo, Maserati, Ferrari, Lancia, Facel Vega, BMW, Mercedes-Benz, Jaguar, Aston Martin, Rolls-Royce, Chevrolet, Cadillac e Ford, con modelli datati dagli anni Dieci del Novecento agli anni Duemila. [Redazione]

Vermeer superstar anche al cinema in Gran Bretagna: si proietta un documentario sulla mostra di Amsterdam. Vermeer non sta solo battendo tutti i record al Rijksmuseum di Amsterdam. Alla mostra olandese, che nel giro di due giorni ha «bruciato» 450mila biglietti andati a ruba, risponde in terra britannica nelle sale cinematografiche il documentario «Vermeer: The Greatest Exhibition». Prodotto dalla società Exhibition on Screen, il filmato sul maestro olandese verrà proiettato su più schermi di qualsiasi altro documentario d’arte precedente: 310 cinema in tutto il Regno Unito. Il film, della durata di 90 minuti, offre una «visione privata della sublime retrospettiva, si legge su il “Sunday Times”, e sta generando una frenesia pari a quella della mostra vera e propria», aperta fino al 4 giugno. [Gareth Harris]

A Roma una giornata di studi su Renato Nicolini. «Effimero» è l’aggettivo, legato all’irripetibile stagione dell’Estate Romana, che per primo viene alla mente pensando a Renato Nicolini. In realtà Nicolini non amava tale definizione, semmai preferiva parlare, nelle sue incursioni fra molteplici linguaggi, di «meraviglioso urbano». All’architetto, politico e drammaturgo, scomparso nel 2012, che del Comune di Roma fu assessore alla Cultura dal 1976 al 1985, l’Accademia Nazionale di San Luca dedica oggi un’intera giornata di studi. Dalle ore 10 alle 19.30 (ingresso gratuito fino a esaurimento posti disponibili), il salone d’onore dell’Accademia ospita «Renato Nicolini. 1942-2012. Un viaggio avventuroso fra molti linguaggi», a cura di Laura Thermes, convegno in cui saranno ripercorse le tappe di un cammino umano e culturale, che della trasversalità aveva fatto la sua unica bandiera. Numerose saranno le testimonianze di amici e compagni di strada di Nicolini, introdotti da Marco Tirelli e Claudio Strinati, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Accademia, e da Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura de «La Sapienza». Interverranno, fra gli altri, Miguel Gotor, assessore alla Cultura del Comune di Roma, Paolo Portoghesi (che parlerà del giovane Nicolini e della rivista «Controspazio»), Raimondo Guarino, per il rapporto di Nicolini con il teatro, Vanna Fraticelli, sugli anni della sua formazione, Vittorio Vidotto per il suo impegno politico. In chiusura, l’intervento di Alberto Abruzzese, dal titolo, quanto mai nicoliniano, «Uno, nessuno, centomila». [Arianna Antoniutti]

Mostre che aprono
«All’ombra di Canaletto», al Museo Eremitani di Padova. La mostra che si aprirà al Museo Eremitani a Padova il 6 maggio rappresenta, sotto molti punti di vista, un’esperienza espositiva originale per via dell’innovativo approccio di studio al tema. Federica Spadotto, curatrice e specialista internazionale, ha voluto condividere con il pubblico lo spirito di un’epoca, attraverso dipinti nei quali i committenti vedevano rispecchiarsi i propri valori, sensazioni e ricordi. Le vedute veneziane erano souvenir che i gentiluomini stranieri si riportavano a casa dal Grand Tour mentre i paesaggi e i capricci rappresentavano i soggetti più ambiti della nobiltà veneziana. Dagli esordi del XVIII secolo sino al crepuscolo della Serenissima, la mostra passa in rassegna la nascita e lo sviluppo dei generi più alla moda nella Venezia settecentesca rappresentati da capolavori di grandi maestri come Francesco Zuccarelli, Luca Carlevarijs, Canaletto, Francesco Guardi. La mostra è anche occasione per presentare dipinti mai esposti prima d’ora e riunire un numero significativo di quadri dipinti da pittori ancora poco noti al grande pubblico, come Giovan Battista Cimaroli e Giacomo Guardi, che con le loro tele hanno fissato nella memoria figurativa l’anima di Venezia, sospesa tra vita e sogno. La mostra è aperta fino al 17 settembre. [Arabella Cifani]

Addii
Bill Brady. È morto il 30 aprile, all’età di 55 anni, per un attacco cardiaco in seguito a una crisi d’asma, il gallerista di Miami Bill Brady, che nel corso della sua attività ha individuato e messo in luce diversi talenti emergenti dell’arte contemporanea. Originario di Kansas City, Brady si era trasferito a New York nel 1993, dove aveva studiato alla School of Visual Arts. Laureatosi, aveva gestito per un certo periodo la collezione d’arte della JP Morgan Chase Manhattan Bank per poi aprire gallerie a Kansas City, Miami e Los Angeles. Tra gli artisti che ha esposto figurano Korakrit Arunanondchai, John Houck, Lucien Smith, Wendy Park, Huma Bhabha, Tomoo Gokita, Eddie Martinez, Javier Calleja e Dan McCarthy. [Redazione]

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