NOTIZIE IN BREVE GIORNO PER GIORNO NELL’ARTE | 16 GENNAIO 2023

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LUNEDÌ 16 GENNAIO 2023

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Il «Bambino con l’oca» ricollocato a Oplonti

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A Seul una mostra satirica sul presidente coreano è stata chiusa.

Una mostra aperta la scorsa settimana al Palazzo dell’Assemblea Nazionale di Seul è stata chiusa dai funzionari del Segretariato dell’Assemblea Nazionale della Corea perché le opere d’arte mettevano alla berlina il neoeletto presidente, Yoon Suk-yeol. Originariamente ideata per essere aperta una settimana, la mostra «Goodbye in Seoul» comprendeva 80 opere d’arte, tra cui due raffigurazioni satiriche del politico. In un dipinto il Capo dello Stato era mostrato nudo e brandiva una spada sospesa sopra una città, in una modalità simile al Colosso di Goya. [Redazione]

02

Ritorno a Oplonti.

A Oplonti (Na) stanno per tornare nella Villa di Poppea 15 reperti che un tempo adornavano le maestose sale della residenza di vacanza della seconda moglie di Nerone. Erano rimasti finora invisibili nei depositi del Parco Archeologico di Pompei e in un palazzo di Torre Annunziata. Tra le opere che vengono ricollocate un cratere di marmo a bassorilievi, la Nike alata, l’Artemide, l’Efebo, il Bambino con l’oca, i centauri e il gruppo scultoreo del Satiro con Ermafrodito. È un progetto voluto dal direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, per valorizzare le opere e la Villa nota anche per i suoi vasti affreschi che decorano gran parte delle sale. [Tina Lepri]

03

Céline Kopp e Cindy Sissokho commissarie per il Padiglione francese della Biennale di Venezia 2024.

Un mese dopo aver annunciato il nome dell’artista invitato ad allestire il Padiglione francese per la 60ma Biennale d’Arte di Venezia, nel 2024, l’Institut Français rivela oggi chi accompagnerà come commissario in questo progetto il 36enne Julien Creuzet. Sarà un duo di curatrici: Céline Kopp, direttrice del Magasin-Centre National d’Art Contemporain di Grenoble, e Cindy Sissokho, curatrice della Wellcome Collection a Londra. [Le Monde]

04

A Luxor scoperta una tomba reale del Nuovo Regno.

Una missione archeologica britannico-egizia ha portato alla luce a Luxor, sulla riva ovest del Nilo, una tomba reale della XVIII Dinastia (XV secolo a.C.). «Questa tomba potrebbe essere quella di una moglie reale o di una principessa della stirpe dei Thutmosidi, di cui ben poco è stato portato alla luce», ha scritto in un comunicato l’archeologo Piers Litherland dell’Università di Cambridge, che dirige il team di ricerca britannico per questa missione. [Le Figaro]

05

Restauri nella chiesa della Conversione di San Paolo a Ferrara.

A un anno dall’avvio dei lavori procede a ritmo serrato il corposo complesso di lavori alla Chiesa della Conversione di San Paolo, chiusa da circa 15 anni, fra le più antiche di Ferrara (il primo nucleo risale al X secolo), «aggredita» dal terremoto del 1570 e da quello del 2012. Tra le altre cose, sono da poco terminati, internamente, gli interventi di restauro dell’affresco raffigurante il ratto di Elia (opera di Scarsellino) nel catino absidale e quelli della cappella del Carmine, costruita negli anni ’60 del Seicento da Luca Danesi. [Redazione]

06

Marmi del Partenone: il primo ministro greco raffredda le aspettative del British Museum.

Le speranze del British Museum di garantire una «collaborazione a lungo termine» con il Governo greco sulla restituzione dei marmi del Partenone sembrano a rischio dal momento che il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, l’11 gennaio ha smentito voci recenti secondo cui le sculture sarebbero presto tornate in Grecia a seguito di un accordo con il British Museum. Mitsotakis si è invece impegnato a ottenere il rimpatrio dei marmi se verrà rieletto. Il primo mandato di Mitsotakis termina a luglio e quest’estate dovrà affrontare le elezioni generali per ottenere un nuovo incarico di Governo. «Se il popolo greco ci darà ancora fiducia, credo che potremmo raggiungere questo obiettivo dopo le elezioni», ha detto durante una conferenza stampa televisiva con la presidente greca Katerina Sakellaropoulou. [Tom Seymour]

07

Hiroshi Sugimoto nella Baia di San Francisco.

La Baia di San Francisco ospiterà presto una monumentale scultura site specific dell’artista nippo-americano Hiroshi Sugimoto (Tokyo, 1948). «Point of Infinity», uno stelo in acciaio inossidabile alto più di 20 metri che funge anche da meridiana, sorgerà in cima allo Yerba Buena Hilltop Park sull’isola di Yerba Buena. Per le dimensioni dell’opera, che sarà visibile da più punti della città, in particolare dal Bay Bridge, è stato necessario ottenere l’autorizzazione della Federal Aviation Administration. Questa committenza d’arte pubblica da 2 milioni di dollari è parte del progetto di un parco da 50 milioni di dollari su Treasure Island e Yerba Buena Island, annunciato a giugno 2017. Sotto la supervisione della San Francisco Arts Commission per conto della Treasure Island Development Authority, l’iniziativa ha attirato più di 500 proposte, ridottesi poi a tre finalisti: Sugimoto, Andy Goldsworthy e Chakaia Booker. [Julie Baumgardner]

08

Sequestrato il falso «Apollo con lo scudo» attribuito a Giambattista Tiepolo.

L’operazione della Guardia di Finanza di Venezia è avvenuta dopo varie perquisizioni legate alle vendite del quadro transitato da tempo in diverse case d’asta. L’indagine, partita da un controllo economico-finanziario e dagli obblighi antiriciclaggio delle case d’asta, ha permesso di individuare il falso Tiepolo messo in vendita da una casa d’aste piemontese. «Apollo con lo scudo» circolava nel mercato dell’arte da oltre tre anni, passato più volte di mano in mano da antiquari, galleristi, restauratori, collezioni private, fino ad apparire sul mercato ufficiale. Tra gli elementi determinanti in mano della Guardia di Finanza, la presenza di più accrediti di autenticità rilasciati da periti ed esperti d’arte deceduti: si tratta di un metodo spesso utilizzato da falsari e trafficanti d’arte per autenticare dipinti importanti o comunque per mascherarne l’illecita provenienza. Alcune analisi hanno stabilito che il falso è stato eseguito dopo il 1950. Due le persone indagate a Treviso: il presunto autore dell’opera e il gallerista che l’ha messa in vendita. [Tina Lepri]

09

Sgarbi auspica la restituzione dell’Atleta di Fano via Twitter.

«L’Atleta di Fano. Speriamo di vederlo restituito presto all’Italia. Oggi si trova al Getty Museum». Così su Twitter il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, riporta l’attenzione sulla vicenda della statua recuperata da un peschereccio nel 1964 al largo di Pedaso, in provincia di Fermo, e acquistata dal Getty Museum nel 1977 per circa 4 milioni di dollari. A dicembre 2018 una sentenza della Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso del museo statunitense, confermando il sequestro della statua, che deve quindi essere restituita all’Italia. [Redazione]

10

Riesposto a Ravenna il Velo di Classe.

Torna esposto grazie ad un nuovo allestimento al Museo nazionale di Ravenna il Velo di Classe, un manufatto tessile altomedievale di grande importanza: si tratta di tre frammenti provenienti da un tessuto liturgico, realizzato e ricamato intorno al 760 d.C. con le immagini e i nomi dei primi trentacinque Vescovi di Verona. Riutilizzato per decorare un paramento sacro, fu custodito per secoli dai monaci di Classe e pervenne poi al Museo Nazionale di Ravenna. Durante il recente intervento di restauro si è deciso di eseguire approfondite indagini diagnostiche, per saperne di più sulla composizione di questo tessuto. I primi risultati delle indagini saranno presentati il 18 gennaio, alle 17, nella saletta conferenze del Museo Nazionale. [Ansa]

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Imbrattato il «Dito» di Cattelan.

Il 15 gennaio alcuni giovani attivisti di «Ultima Generazione» hanno imbrattato «Love», la scultura di Maurizio Cattelan comunemente nota come «Il Dito» che raffigura appunto un dito medio alzato collocata davanti al palazzo della Borsa in piazza Affari a Milano. Tre di loro sono stati accompagnati in Questura. [Redazione]

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Un documentario su Luca Alinari in anteprima a Firenze.

In anteprima al Cinema La Compagnia di Firenze il 18 gennaio, il documentario «Il pittore dei due mondi» di Lorenzo Borghini restituisce un intenso ritratto dell’artista fiorentino Luca Alinari (1943-2019), amico di famiglia del regista. Nella realizzazione del filmato ha avuto un ruolo di primo piano la moglie di Borghini, la storica dell’arte Viktoria Charkina, tra le prime a studiare dal punto di vista critico l’opera di Alinari. Al ritratto umano e artistico che emerge dal documentario contribuisce una pluralità di fonti che comprendono video creati dallo stesso Alinari, interviste e testimonianze di familiari, amici, storici dell’arte e personalità di spicco del panorama fiorentino, come l’abate di San Miniato don Bernardo Gianni che gli fu vicino al termine della lunga malattia e durante il riavvicinamento, ravvisabile anche nella sua pittura, alla fede e alla spiritualità. Emerge l’evoluzione fortemente sperimentale della pittura di Alinari, dalla Pop Art degli ambienti domestici ai fantasiosi paesaggi interiori, fino all’arte più concettuale dell’ultimo periodo. [Elena Franzoia]

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Mostre aperte Eleanor Antin (con Giorgio de Chirico) alla Richard Saltoun Gallery di Roma.

Nuovo inizio e primo vernissage del 2023 per la Richard Saltoun Gallery, in via Margutta a Roma, rimasta chiusa per oltre sei mesi. La mostra «Roman Allegories & Greek Mythologies», aperta fino al 15 febbraio, presenta opere, per la prima volta a Roma, di Eleanor Antin, 87 anni, una delle più importanti artiste femministe e concettuali emerse negli anni ’60 in America. La mostra  mette a confronto la serie fotografica di Antin, da sempre affascinata dal mondo antico, con una collezione di litografie di Giorgio de Chirico ispirate da Jean Cocteau. Nelle litografie di de Chirico, statue greche, centauri, mostri marini e lo stesso artista inventore della Metafisica vagano in un mondo puramente teorico. Realizzata con un cast di oltre 100 amici e modelli, «Roman Allegories» comprende 12 tableaux grandi fino a tre metri in cui attori in costumi classici si aggirano tra le presunte rovine dell’Impero romano in cerca del fascino eterno della classicità. Ironici, malinconici, umoristici, i personaggi di Antin vagano in un mondo in declino, mentre quelli di Giorgio de Chirico sono un eterno e mitologico mistero laico del suo amato paese natale. [Tina Lepri]

Redazione, 16 gennaio 2023 | © Riproduzione riservata