NOTIZIE IN BREVE GIORNO PER GIORNO NELL'ARTE | 11 MARZO 2024

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LUNEDÌ 11 MARZO 2024

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Dall’alto a sinistra e in senso orario: un particolare della volta della Tomba dei Pancrazi, ora riaperta; un particolare della decorazione delle pareti di una delle tombe nella necropoli di Fiumicino; la Peggy Guggenheim Collection a Venezia, che fa parte del neonato «Museum Mile» (foto tratta da Wikipedia; foto: TheRunnerUp | CC BY SA 3.0); particolare di testa reliquiario Fang del Gabon, venduta a 14,7 milioni di euro da Christie’s a Parigi, h 36 cm (© Christie’s)

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Nel Parco Archeologico dell’Appia Antica è stata riaperta al pubblico la Tomba dei Pancrazi

A quattro anni dalla chiusura è stata riaperta al pubblico a Roma la Tomba dei Pancrazi, la cui volta è interamente coperta di stucchi e pitture murali policrome del II secolo d.C. È la più spettacolare e intatta fra le 3 sepolture del Parco delle Tombe di Via Latina, tutelato dal Parco Archeologico dell’Appia Antica. I lavori hanno riguardato la messa in opera di strumenti per il monitoraggio microclimatico e biologico del sepolcro e l’eliminazione dei danni provocati da funghi, batteri e vari microrganismi. La volta, tutta ricoperta di pitture, è tra le poche a non avere subito alterazioni nel corso dei secoli e conserva intatti mosaici, stucchi, figure, uccelli, scene marine e il vasto apparato decorativo. «La Tomba dei Pancrazi, con il suo trionfo di colori, è la nostra Cappella Sistina», dice il direttore del Parco dell’Appia, Simone Quilici. 

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A Tefaf il Rijksmuseum ha comprato l’unico dipinto firmato di Gesina ter Borch

Il Rijksmuseum di Amsterdam ha acquistato alla fiera Tefaf (The European Fine Art Fair) di Maastricht l’unico dipinto firmato di Gesina ter Borch (1631-90), proveniente da una delle più importanti famiglie artistiche olandesi del XVII secolo. L’opera è un ritratto postumo del fratello minore dell’artista, Mosè, all’età di due anni. Il patrimonio artistico della famiglia Ter Borch è entrato nella collezione del Rijksmuseum nel 1886 e comprende quasi tutte le opere di Gesina: 59 disegni singoli e tre album di disegni ad acquerello. Il «Ritratto di Mosè ter Borch a due anni» è stato scoperto in un negozio di antiquariato in Francia dal mercante Dickie Zebregs di Zebregs&Röell Fine Art and Antiques, galleria antiquaria di Amsterdam e Maastricht. Il Rijksmuseum ha potuto acquistare il dipinto a Tefaf grazie al sostegno del Fondo «Donne del Rijksmuseum».

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Ora anche l’IA (se debitamente «addestrata») aiuta a identificare e autenticare i dipinti antichi

Secondo Art Recognition, azienda svizzera che utilizza l’Intelligenza Artificiale (IA) per autenticare i dipinti antichi, il ritratto cinquecentesco di una contadina, «Vna Vilana Windisch» (1505), è stato probabilmente realizzato da uno dei più grandi artisti del Rinascimento tedesco, Albrecht Dürer. L’affermazione alimenta il dibattito sulla possibilità che l’Intelligenza Artificiale possa sostituire l’occhio e l’esperienza umana nel valutare la paternità di un quadro. Carina Popovici, amministratrice delegata dell’azienda zurighese, ha presentato la sua indagine sull’opera, proveniente da una collezione privata europea, l’8 marzo alla conferenza Art Business di Tefaf a Maastricht. Il dipinto. «Abbiamo addestrato l’Intelligenza Artificiale su Dürer utilizzando un set di dati che comprende 144 immagini di opere d’arte autentiche eseguite con inchiostro nero e marrone, oltre che con gesso e carboncino, ha dichiarato Popovici durante la sua presentazione.  L’IA è stata inoltre alimentata con un numero grosso modo uguale di esempi negativi (immagini di imitazioni, falsi, opere prodotte da seguaci e immagini nello stile di Dürer prodotte da IA). Dopo l’addestramento, abbiamo condotto un’analisi dettagliata di “Vna Vilana Windisch”. L’IA ha stabilito che l’autenticità del pezzo è intorno all’82%». 

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Recuperato un dipinto rubato nel 1974 nella Villa Reale di Monza

I Carabinieri del Nucleo Tpc di Monza restituiranno alla Pinacoteca Musei Civici di Monza un dipinto del XVII secolo, un olio su tela raffigurante il Colosseo. Il quadro, di cui si erano perse le tracce dall’estate del 1974 era all’epoca custodito nella Pinacoteca Civica della Villa Reale di Monza. Nelle cronache cittadine dell’epoca sul «furto alla Pinacoteca della Villa Reale» si poteva leggere come fossero sparite ben 11 tele d’autore per un valore di 10 milioni di lire e si poteva vedere l’allora direttore della pinacoteca che mostrava il buco praticato dai ladri per rubare i quadri. I Carabinieri del Nucleo Tpc di Monza hanno individuato l’opera, delle dimensioni di circa 40x60 cm, posta in vendita sul sito di una casa d’aste milanese a 8mila euro. Le verifiche condotte attraverso la consultazione della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti hanno portato all’identificazione del dipinto. Chi avesse informazioni sulle restanti 10 opere ancora mancanti può scrivere al Nucleo Carabinieri Tpc di Monza alle mail: tpcmbnu@carabinieri.it oppure p.e.c. smb37092@pec.carabinieri.it.

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Il restauro delle 200 tombe monumentali della necropoli di Fiumicino

Nella necropoli di Fiumicino (Roma), uno dei cinque siti archeologici vicino ai Porti imperiali di Claudio e Traiano, si lavora ai restauri e messa in sicurezza di parte delle 200 tombe monumentali, le più danneggiate dopo le ristrutturazioni di 25 anni fa. Grazie ai 2 milioni dei fondi Cipe assegnati al Parco Archeologico di Ostia Antica dal Ministero della Cultura, i lavori sono iniziati nel 2023 e termineranno l’estate prossima. Obiettivo del progetto guidato da Cristina Genovese, archeologa e responsabile scientifica del sito che si estende su due ettari, è restaurare tombe e relativi apparati decorativi, pitture, stucchi, mosaici, marmi e ripristinare il sistema di drenaggio «wellpoint» dotato di 99 sensori per evitare allagamenti. Per la direttrice del Parco, Alessandra D’Alessio, si tratta di «un grande progetto che combina gli interventi di restauro con la rimozione delle cause di degrado». 
 

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ARCOmadrid, a Mónica Mays il Premio illy SustainArt

È la 34enne Mónica Mays, artista madrilena attiva ad Amsterdam, la vincitrice del XVII Premio illy SustainArt, il riconoscimento istituito da illycaffè in collaborazione con ARCOmadrid per sostenere gli artisti emergenti. Rappresentata dalla galleria zurighese Blue Velvet Projects, Mays si è imposta tra i dieci finalisti con il progetto «In the Palm of Your Hands» per «la forza con cui mescola elementi diversi in un processo di ricerca materica, basato sulla combinazione di oggetti provenienti dal mondo industriale con l’universo naturale e organico». «In the Palm of Your Hands» indaga la pianta della palma a partire dalla sua simbologia biblica, dal suo immaginario paradisiaco e ornamentale. La giuria del premio, conferito durante la fiera ARCOmadrid, svoltasi dal 6 al 10 marzo, era composta da Patrizia Sandretto Rebaudengo (curatrice e fondatrice della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Tania Pardo (direttrice del Museo CA2M e del Centro de Arte Dos de Mayo), Ianko López (giornalista specializzato di «Vanity Fair») e Carlo Bach (direttore creativo di illycaffè).

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A Venezia si rilancia il «Dorsoduro Museum Mile»

A Venezia dieci anni fa Gallerie dell’Accademia, Galleria di Palazzo Cini, Collezione Peggy Guggenheim e Palazzo Grassi-Punta della Dogana sottoscrissero per la prima volta un sodalizio. I quattro musei hanno ora comunicato di aver rinnovato l’accordo per rilanciare il «Dorsoduro Museum Mile», «una convenzione finalizzata alla reciproca promozione dell’offerta museale e all’implementazione dei flussi turistici in quell’area del sestiere di Dorsoduro a Venezia, compresa tra il Ponte dell’Accademia e Punta della Dogana». «Dieci minuti sono necessari per raggiungere Punta della Dogana dalle Gallerie dell’Accademia, ha dichiarato a proposito il direttore delle Gallerie dell’Accademia, Giulio Manieri Elia. Un viaggio artistico senza pari che va da Giorgione a Picasso, da Pontormo a Tadao Ando, dalle radici della Scuola pittorica veneta alle ricerche artistiche più recenti, si attraversano secoli di storia e centinaia di opere d’arte». [VeneziaToday.it]
 

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73 milioni di euro per la collezione Barbier-Mueller da Christie’s a Parigi

A Parigi, il 6 marzo, la collezione Barbier-Mueller ha fatto faville da Christie’s. I cento pezzi riuniti da Josef Mueller e Jean-Paul e Monique Barbier-Mueller sono stati aggiudicati per 73 milioni di euro diritti compresi. Secondo il rapporto Artkhade 2024, si tratta di una cifra quasi doppia rispetto al totale (37,55 milioni di euro) realizzato dal mercato delle arti primitive nelle aste di tutto il mondo nel 2023. Il totale supera quindi la collezione di Michel Périnet (66 milioni di euro nel 2021 da Christie’s, ma per «soli» 61 lotti) e, prima ancora, la leggendaria collezione Vérité da Drouot nel 2006 (44 milioni di euro). Le tre sale d’asta di Parigi erano gremite, con operatori del mercato dell’arte provenienti da tutto il mondo, tra cui collezionisti americani, un cinese che viveva tra New York e Singapore, molto attivo nell’arte oceanica, e anche «acquirenti francesi e belgi che non si erano mai visti prima sul mercato e che erano molto combattivi e facevano offerte molto alte», ha commentato il mercante belga Didier Claes. Ma sono state necessarie ingenti cifre per aggiudicarsi le opere, le più costose delle quali sono state spesso vendute al telefono. 

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A Verona un dialogo sulla cancellazione tra Emilio Isgrò e Marco Bazzini

Oggi 11 marzo, alle ore 18, si tiene a Verona, nel Teatrino di Palazzo Maffei, un dialogo su «Cancellare e altro» tra l’artista Emilio Isgrò e Marco Bazzini, responsabile scientifico dell’Archivio Emilio Isgrò e dell’Archivio Marco Bagnoli e docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Storia e critica del design contemporaneo presso Isia Design Firenze. La pratica della Cancellatura è al centro di tutta la ricerca artistica del maestro Isgrò in quanto «non è mera negazione ma piuttosto affermazione di nuovi significati: è la trasformazione di un segno negativo in azione positiva». L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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A Montecarlo una conversazione tra Pier Paolo Calzolari e Andrea Viliani

In occasione della mostra «Pier Paolo Calzolari-Casa ideale»,  il 12 marzo alle 18.30 il critico Andrea Viliani, autore di numerosi testi sull’Arte povera, dialogherà con l’artista Pier Paolo Calzolari presso il Pavillon Bosio, École Supérieure d’Arts Plastiques de la Ville de Monaco, a Montecarlo. Pier Paolo Calzolari è noto per l’originalità formale della sua pratica multidisciplinare (pittura, scultura, ma anche performance intese come «atti di passione»), che spesso ricorre all’uso di materiali organici come foglie di tabacco, fuoco o gelo per creare «opere installative» che mettono in discussione i limiti dell’arte contemporanea. Andrea Viliani è critico, curatore e storico dell’arte. La sua ricerca si concentra sull’analisi delle strutture istituzionali, alternative e interdisciplinari, nonché su una rilettura sistematica della storiografia dell’arte italiana del Novecento, a partire dall’Arte povera. Dal 2022 è direttore del Museo della Civiltà di Roma.

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Spark Art Fair a Vienna, la fiera con una particolarità

All’interno del numero già molto elevato, e tuttora in crescita, delle fiere d’arte nel mondo, Spark Art Fair, che si svolge a Vienna dal 15 al 17 marzo (preview il 14), mantiene una caratteristica che la rende tuttora unica. È infatti l’unica fiera dove tutti gli espositori presentano stand monografici dedicati a un singolo artista. Seguendo le indicazioni del comitato organizzatore, le 114 gallerie che prendono parte all’edizione 2024 offrono quindi agli occhi e alle tasche dei collezionisti opere di 114 artisti. La regola è ferrea e vale anche per gli spazi di maggiore respiro: Konrad Fischer presenta Carl Andre, Konzett Gallery propone Franz West e Galerie Sommer Günter Brus, da poco scomparso. Il panorama delle gallerie è prettamente austriaco così come quello degli artisti proposti, ma l’originalità della formula rende la fiera senz’altro degna di menzione. 

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Il Mose ha difeso Venezia dall’acqua alta

Giornata di acqua alta e di superlavoro per il sistema Mose quella di ieri 10 marzo a Venezia. Le paratoie mobili erano state attivate già nella mattina per una prima punta di marea che in mare ha sfiorato i 110 centimetri. Con le barriere a protezione delle tre bocche di porto, il livello dell’acqua nella laguna interna, e quindi in città, è stato di circa 85 centimetri, sufficienti a bagnare soltanto piazza San Marco, uno dei punti più bassi. [Ansa]
 

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Addii :Antonio Saliola

È morto il 10 marzo, all’età di 84 anni, il pittore bolognese Antonio Saliola. Durante la guerra trascorse l’infanzia sfollato in campagna e quel mondo gli rimase nel cuore. Laureato in Giurisprudenza, fu funzionario all’Accademia di Belle Arti a Bologna dal 1967 al 1974, periodo in cui aprì e diresse la Galleria Tempo. Dalla metà degli anni Settanta si dedicò completamente alla pittura figurativa, con una lunga serie di mostre personali, e diversi cicli pittorici a tema: i gruppi di famiglia, i cortili, i giardini, i ritratti di interni. Dal 1998 tenne mostre nelle principali capitali europee e internazionali (Parigi, Bruxelles, Londra, New York, Chicago, Buenos Aires, Hong Kong, Montecarlo), ma rimase a Bologna, trascorrendo le estati in Romagna e dal 1992 nel Montefeltro, nel borgo medievale di Petrella Guidi, dove creò un orto-giardino che chiamava il «quasi-orto», utilizzando fiori, piante, scale e muretti. L’idillio con i giardini, una delle principali sue fonti di ispirazione, rimase principale tema dei suoi dipinti, oltre agli interni trasognati e a vecchie, misteriose biblioteche. Sull’artista la casa editrice Umberto Allemandi ha pubblicato nel 2008 Saliola. Il paziente pellegrino del sogno, un libro di Antonio Faeti.

Redazione, 11 marzo 2024 | © Riproduzione riservata