Giardini elettronici

Ars Electronica, il più importante festival del mondo dedicato alla creatività elettronica e alle sinergie tra arte, tecnologia, scienza e società, mantiene il formato ibrido inaugurato l’anno scorso

Kasia Molga, «How to make an ocean», 2021
Roberta Bosco |

Ars Electronica, il più importante festival del mondo dedicato alla creatività elettronica e alle sinergie tra arte, tecnologia, scienza e società, mantiene il formato ibrido inaugurato l’anno scorso anche per la 42ma edizione, che si terrà dall’8 al 12 settembre a Linz (Austria) e in un centinaio di città del mondo. Milano e Barcellona saranno tra i collaboratori internazionali più rilevanti del festival con diversi Garden (questo il nome delle sedi remote dell’evento, che a Linz si svolge nei giardini dell’Università Johannes Kepler) che attestano la diversità, la ricchezza e il dinamismo della scena creativa nata dalla confluenza tra arte e tecnologia.

Spicca un’installazione di realtà virtuale «Oxytocina Machina», esito di un programma di residenze del centro d’arte Espronceda di Barcellona, che collegherà in tempo reale questo spazio, il Meet Digital Center di Milano, il V2 di Rotterdam e la sede centrale di Linz. Il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci accoglierà un Garden incentrato sull’estetica digitale che darà ai visitatori la possibilità di modificare e reinterpretare le loro stesse immagini, proiettandole nello spazio in cui si trovano fisicamente.

A Venezia, l’Ocean Space della fondazione TBA21 accoglierà progetti inediti sui suoni e le narrazioni legati al mare, secondo una linea di ricerca e sperimentazione che si ripete con temi e tecnologie diverse in tutti i Garden. Una delle novità è un nuovo spazio virtuale, una piattaforma Swapcard in 2D e 3D, che oltre a riprodurre i contenuti del festival consente ai partecipanti d’interagire.

«La digitalizzazione non cambia il mondo ma trasforma radicalmente il modo in cui ci rapportiamo con l’ambiente e i nostri simili», osserva Gerfried Stocker, direttore di Ars Electronica. Per l’edizione 2021, «A new digital deal», ripenserà il nostro incerto futuro dal punto di vista digitale. «La trasformazione digitale non è solo una frase accattivante, si tratta di ridefinire la realtà», conclude Stocker. Nella foto, «How to Make an Ocean», di Kasia Molga.

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