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Mostre

Giacometti tutto coperto di gesso

Al Moderna Museet la prima grande antologica svedese da vent’anni dell'artista svizzero

Alberto Giacometti nel 1961. © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos. © Alberto Giacometti Estate / Bildupphovsrätt 2019

In una lettera del 1947 Simone de Beauvoir scrive di Alberto Giacometti: «Ieri ho visitato casa sua: chiunque ne rimarrà spaventato. In un piccolo giardino dimenticato ha uno studio che annega nel gesso, e lui ci vive accanto in una sorta di capannone ampio e freddo senza mobili o cibo. I suoi abiti, le sue mani e i suoi capelli, spessi e arruffati, sono ricoperti di gesso». Le parole dell’intellettuale francese rafforzano il cliché dell’artista-genio in reclusione volontaria, indifferente al mondo e alla realtà contemporanea e interessato esclusivamente alla sua arte.

Tale ritratto è però lontano dal Giacometti curioso, attivo politicamente e sempre aggiornato sul dibattito artistico e culturale nella Parigi capitale dell’avanguardia europea tra le due guerre. «Giacometti Face to Face», prima grande antologica svedese da vent’anni (al Moderna Museet dal 10 ottobre), riaggiorna la percezione dell’artista e della sua arte esplorandone la relazione con l’intellighenzia parigina e l’amicizia con Georges Bataille, Jean Genet e Samuel Beckett, tre fra i maggiori scrittori del Novecento.

Giacometti entrò in contatto con Bataille, il teorico dell’informe, grazie alla sua rivista surrealista «Documents». L’amicizia con Genet diede invece forma a una serie di ritratti e a un memorabile testo del poeta sul lavoro dello scultore, mentre il dialogo creativo con Beckett culminò nella scenografia di Giacometti per «Aspettando Godot» al Teatro Odéon nel 1953.

Provenienti per la maggior parte dalla Fondation Giacometti di Parigi, gli oltre 110 dipinti, sculture e disegni esposti rivelano l’impatto di questi tre grandi della letteratura e della filosofia sulla produzione dell’artista. Curata da Jo Widoff e Christian Alandete, la mostra è visitabile fino al 17 gennaio.

Federico Florian, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020


  • Alberto Giacometti, «La clairière», 1950. Coll. Fondation Giacometti, Parigi. © Estate of Alberto Giacometti / Bildupphovsrätt 2019

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