Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

Gardella, Ponti, Sarfatti e Mollino

Gardella, Ponti, Sarfatti e Mollino

Nell’asta di design che Boetto ha fissato a Genova per il 25 ottobre, una vendita strutturata in quattro cataloghi (uno generalista e tre «antologici», «Selected», «Selected Lighting» e «Selected Murano»), sono diversi i lotti di spicco.

Una coppia di lampade di Ignazio Gardella (modello Arenzano «tre fiamme», prodotte da Azucena nel 1963) ha una base d’asta di 1.200 euro, mentre due poltrone di Gio Ponti del 1957 (modello 811 di Cassina) partono da 10mila.

Vale la pena di ricordare che il dipartimento di Design della società ligure applica una politica di trasparenza sui prezzi: come ci conferma il responsabile del settore, Sergio Montefusco, la base d’asta corrisponde sempre al prezzo di riserva (quello concordato con il venditore).

Ancora nel settore «illuminazione», una lampada di Gino Sarfatti (n. 1052 del 1951) prodotta da Arteluce parte da 4mila euro.

Infine due gruppi di 5 poltrone su tubi di acciaio di Carlo Mollino del 1953, facenti parte della serie realizzata per l’Auditorium Rai di Torino, partono ciascuno da 50mila euro.
 

Redazione, 18 ottobre 2017 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Da Marisa Merz a Pontormo, dai Leonardeschi a Artemisia Gentileschi fino a Matisse: le principali mostre dell’autunno 2026 nei musei italiani, tra grandi maestri, riscoperte e nuovi percorsi di ricerca

La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato e sta seguendo diverse piste. Esiste anche l’ipotesi, tra quelle al vaglio, di una possibile complicità interna

Dall’Australia al Sudafrica, l’autunno 2026 propone mostre dedicate a identità, memoria, territorio e trasformazioni sociali. Tra arte moderna e contemporanea, fotografia, design e nuove tecnologie, i musei rileggono storie locali e connessioni globali. Particolare attenzione va alle culture indigene, alle eredità coloniali e ai rapporti tra arte, corpo e ambiente

Gardella, Ponti, Sarfatti e Mollino | Redazione

Gardella, Ponti, Sarfatti e Mollino | Redazione