Fotografie imperiali

136 scatti di Alfred Seiland nei luoghi simbolo della romanità

«Tadmor, Palmyra, Siria», 2011, di Alfred Seiland
Ada Masoero |  | Brescia

Nell’anno in cui la «Vittoria Alata» restaurata torna nella sua città, anche il Brescia Photo Festival si è modellato intorno a questo attesissimo evento. Intitolata «Patrimoni», l’edizione 2021 del festival (fino al 18 luglio) presenta nel Museo di Santa Giulia «Imperium Romanum. Fotografie 2005-2020» di Alfred Seiland, sua prima retrospettiva in Italia.

Curata da Filippo Maggia e Francesca Morandini, la mostra presenta 136 immagini di grande formato, frutto di 15 anni di viaggi dell’autore nei luoghi simbolo della romanità, cui si aggiungono 20 inediti, sei dei quali realizzati a Brescia: ovunque, il cortocircuito, spesso surreale, tra le vestigia classiche e i segni del contemporaneo.

Sempre in Santa Giulia, a cura di Renato Corsini, le quattro monografiche di Bruno Cattani, Elio Ciol, Donata Pizzi e Giovanna Silva, mentre nel Museo delle Armi Luigi Marzoli è prevista, ancora a cura di Corsini, la rassegna «Vita da centurioni», sui film storici detti «peplum» e, al MO.CA-Centro per le nuove culture, «I luoghi della cultura» di Thibaud Poirier ed «È Brescia» (cura Corsini) con immagini di Gianni Berengo Gardin, Francesco Cito, Franco Fontana, Gianni Pezzani, Ferdinando Scianna, Luca Gilli, Giovanni Chiaramonte.

Una mostra diffusa sulla «Vittoria Alata», a cura di Mario Trevisan, con lavori di altri grandi fotografi (tra i quali il compianto Giovanni Gastel), scorre nelle stazioni della metropolitana e molte altre iniziative sono previste in città e nel territorio.

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