Fotografie come sculture

Walter Guadagnini |  | Bologna

Venti autori sperimentano bi e tridimensionalità

Vicenda antica, quella del rapporto tra fotografia e scultura, che ciclicamente riappare negli studi e nella pratica artistica, con accenti diversi a seconda dei tempi e delle oscillazioni del gusto. I primi anni del nuovo secolo rappresentano uno di questi periodi, in singolare coincidenza con l’avvento e la diffusione esponenziale della fotografia digitale e delle pratiche di condivisione: come se, a fronte della totale smaterializzazione dell’oggetto fotografico, artisti e studiosi sentissero il bisogno di riaffermarne la sua presenza fisica, anche attraverso il recupero e la reinvenzione di antiche tecniche di stampa. All’interno di tale tendenza si inscrive senza dubbio il progetto «The Camera’s Blind Spot» che giunge ora alla sua terza tappa, dopo le presentazioni del 2013 e del 2015 a Nuoro e ad Anversa.

Con il titolo «La Camera. Sulla materialità
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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