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Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliFirenze. Nell’ambito della valorizzazione di Palazzo Vecchio a fine febbraio prenderà il via il restauro della Sala egli Elementi in palazzo Vecchio. L'intervento durerà circa 500 giorni, per un importo previsto di 475mila euro, e viene realizzato nell’ambito del progetto Flic (Florence I care) grazie alla generosa collaborazione di Giovanna Sacchetti, presidente della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus. Il progetto Flic coinvolge i privati nel restauro dei beni culturali cittadini e in questi ultimi sette anni ha finanziato già una cinquantina di progetti per un totale di circa 9 milioni di euro derivanti da sponsorizzazioni, ArtBonus, erogazioni liberali e concessione di spazi pubblicitari.
La Sala degli Elementi è la prima del quartiere omonimo del palazzo che consiste di cinque stanze e due loggiati. Qui era l’appartamento privato di Cosimo I, che ne aveva commissionato la realizzazione a Battista del Tasso, ma alla morte dell’artista intervennero Giorgio Vasari e la sua bottega, soprattutto Cristofano Gherardi detto il Doceno e Marco da Faenza (1555-57).
Alle pareti figurano le allegorie dell’Acqua («Nascita di Venere»), della Terra («Primizie della Terra e offerte a Saturno»), del Fuoco («Fucina di Vulcano») e dell’Aria, nel soffitto con al centro «Saturno che mutila il cielo» mentre tra le finestre sono Mercurio e Plutone e al centro della parete di fronte il camino in marmo su disegno dell’Ammannati.
Il programma iconografico di Cosimo Bartoli fu concepito come unitario con il sottostante quartiere di Leone X: negli affreschi è infatti la genealogia degli dèi celesti principio e fine di tutte le cose, mentre al piano inferiore nelle sale corrispondenti sono i personaggi illustri della famiglia Medici, creando così un collegamento tra l’ascesa al potere della dinastia e quella degli dèi celesti.
L’intervento, che giunge dopo anni in cui le velinature coprivano qua e là piccole porzioni di affreschi, per proteggerli laddove era a rischio il colore, potrà essere seguito in ogni parte collegandosi online sul sito predisposto e già attivo, ma la sala sarà anche accessibile durante il restauro, affidato alla Associazione Temporanea d’Impresa Meridiana –Mannucci-Techne, con visite guidate alle tre fasi del restauro, la prima delle quali riguarderà le pareti nord e est, la seconda ovest e sud (quella con le finestre) e la terza il soffitto.
La Fondazione Sacchetti riprende una tradizione di mecenatismo propria della famiglia: fiorentini, attestati nelle cariche comunali già nella Firenze dell’XI secolo, i Sacchetti figurano anche nel XVI canto del Paradiso di Dante, e sono personalità di spicco nella Firenze del Trecento, dove Franco, poeta e scrittore è amico di Boccaccio. Con l’ascesa dei Medici gli interessi della famiglia si spostano a Roma, dove Marcello Sacchetti fu committente di Pietro da Cortona; di quest’ultimo è il dipinto donato dalla Fondazione nel settembre 2016 alla galleria Borghese di Roma, che ritrae il cardinale Giulio Sacchetti.
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