Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliSaggi archeologici hanno confermato l’esistenza del probabile Tempio della Fortuna nel centro di Fano, nell’area dell’ex maglificio Icomas. Il primo muro fu scoperto nel 1840 nel complesso di Sant’Agostino, attiguo all’ex filanda acquistata dal Comune.
«L’indagine archeologica ha fatto emergere importanti elementi di quello che potrebbe essere il Tempio eponimo della città di Fanum Fortunae e sulla sua connessione con il Teatro romano» (del II secolo d.C.): così hanno detto il sindaco Massimo Seri e la soprintendente delle Marche Marta Mazza insieme a chi ha diretto i lavori per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Maria Raffaella Ciuccarelli e Simona Guida.
Gli scavi hanno portato alla luce «il muro esterno speculare del cripto-portico, sul lato sinistro, realizzato secondo la stessa tecnica delle strutture conservate sotto Sant’Agostino». La scoperta è rilevante anche per il progetto che destinerà l’area a zona museale.
Gli scavi del Tempio della Fortuna a Fano (Pu)
Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Rimini cerca fondi per restaurare lo splendido «Giudizio universale», pronto per partire per Venaria
L’affresco trecentesco «staccato» dalla Chiesa di San Giovanni Evangelista appartiene alla Diocesi ed è esposto nel Museo della Città. Federico Zeri lo aveva attribuito a Giuliano da Rimini, mentre Daniele Benati sostiene la paternità di Giovanni da Rimini
Il museo adiacente alla Basilica di Santa Maria degli Angeli ha riallestito la sezione antica, prima tranche di lavori che interesseranno, finanziamenti permettendo, l’intero percorso. Per l’occasione una mostra sulla raffigurazione del santo in occasione dell’ottavo centenario della morte
Oltre alle «valorizzazioni virtuose» di Postignano, Collazzone e Solomeo, «ci sono cantieri in corso, alcuni stanno per essere completati. La situazione è positiva perché i lavori stanno partendo. Certo, ci vorranno ancora cinque-sei anni per avere tutti i monumenti, le chiese e i borghi sistemati», sostiene Bernardino Sperandio, restauratore e presidente del Centro di diagnostica di Spoleto per i beni culturali
In corso un doppio programma di restauri: 20 opere verranno restituite all’Ascolano e al Fermano e 14 al Maceratese



