Fanciulli irrequieti e collezioni regali

I punti di forza della Galleria Sabauda

Jenny Dogliani |  | Torino

L’irrequietezza e la vivacità dell’infanzia erano le stesse nell’Inghilterra del Seicento e nella Parigi della Belle Époque. A dimostrarlo sono due dipinti esposti nella Galleria Sabauda fino all’8 gennaio: «I figli di Carlo I d’Inghilterra» di Anton van Dyck del 1635 e il «Ritratto del piccolo Subercaseaux» di Giovanni Boldini del 1891. Appartenente alla collezione della Galleria Sabauda (che comprende oltre 5mila opere datate dal XIV al XX secolo, tra cui 900 dipinti, 180 sculture e 6mila lavori grafici acquisiti tra Otto e Novecento), il primo dipinto è un ritratto ufficiale dei principini d’Inghilterra, commissionato da re Carlo I come dono da inviare ai parenti di casa Savoia.

Conservato nelle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, il secondo è invece il ritratto di uno dei due figli del diplomatico cileno Ramón Subercaseaux Vicuña, eseguito per amicizia dal pittore
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