Esoterismo tra le camelie

Il Parco di Villa Durazzo Pallavicini non è mai stato un giardino privato

Una delle architetture del giardino di Villa Durazzo Pallavicini. Foto Gaia Peverati
Barbara Antonetto |  | Genova

Quando si ha a che fare con l’esoterismo si rischia di cadere nello spiritismo: questo non accade a Pegli dove uno staff formatosi attraverso studi e ricerche documentarie accompagna i visitatori a scoprire, e soprattutto a capire, che il Parco di Villa Durazzo Pallavicini non è, o meglio non soltanto, uno splendido giardino ricco di specie botaniche rare, ma il contenitore di un percorso esoterico, la scenografia entro la quale compiere un cammino filosofico alla scoperta di sé stessi.

A idearlo e a strutturarlo come un’opera teatrale in tre atti (ognuno composto da quattro scene e preceduti da un prologo e un antefatto e seguiti da un epilogo) furono Ignazio Alessandro Pallavicini e Michele Canzio. Marchese il primo e architetto e scenografo teatrale il secondo, erano vicini alla Massoneria, che in Liguria vide nascere nel 1856 la sua Loggia più antica, il Trionfo ligure d’Italia. Insieme
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