El Greco documentato in 40 capolavori

Al Museo di Belle Arti di Budapest la mostra sul maestro cretese illustra le influenze ricevute dall’arte italiana e l’eredità artistica trasmessa agli allievi

«Laocoonte» (1610-14), di El Greco. Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection. © Courtesy National Gallery of Art, Washington
Elena Franzoia |  | Budapest

Fino al 19 febbraio 2023 il Museo di Belle Arti di Budapest, che nell’ambito della sua eccezionale collezione spagnola detiene il maggior numero di opere dell’artista al di fuori della Spagna, presenta «El Greco», la più importante mostra mai dedicata in Ungheria al maestro cretese. La selezione curatoriale di circa 80 opere porta la firma di Leticia Ruiz Gómez, direttrice delle Collezioni Reali del Patrimonio Nacional di Spagna e autrice del catalogo ragionato del pittore.

Ambizione della mostra è non solo presentare circa 40 capolavori del maestro, ma anche indagare l’ambiente in cui si formò e lavorò, ricostruendone da un lato le complesse influenze ricevute dall’arte italiana, dall’altro l’eredità artistica trasmessa agli allievi più fedeli come il figlio Jorge Manuel Theotokopulos e Luis Tristán. Debutta in mostra un eccezionale ritorno. Grazie a Mol-New Europe Foundation il museo ha infatti acquisito come prestito a lungo termine il «Ritratto di san Luigi Gonzaga», battuto all’asta da Christie’s nel giugno scorso per 3,6 milioni di dollari.

Da poco giunto in Spagna, intorno al 1583, El Greco dipinse con straordinaria finezza psicologica il futuro santo italiano ancora adolescente, all’epoca paggio presso la famiglia reale spagnola prima del rientro in Italia e dell’adesione all’ordine gesuita. Dopo varie traversie, il dipinto divenne per alcuni anni proprietà del collezionista ungherese Marcell Nemes, che ne propose senza successo l’acquisto alle autorità locali prima di venderlo a un’asta parigina nel 1913.

In mostra affiancano le sei opere del Greco conservate a Budapest prestiti di grande prestigio, provenienti da collezioni pubbliche e private come il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra. Spiccano in particolare il «Laocoonte» della National Gallery of Art di Washington, il «San Sebastiano» della Cattedrale di Valencia, il «Battesimo di Cristo» del Prado e soprattutto la «Resurrezione» del monastero di Santo Domingo el Antiguo di Toledo, che per la prima volta lascia la sua città.

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