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Mariella Rossi
Leggi i suoi articoliLo Spazio Rossovermiglio arte dal 14 maggio (inaugurazione ore 18) al 25 giugno ospita una personale di Paolo Scirpa intitolata «Spazi di luce», realizzata in collaborazione con Paola Bicego Gallery. Nato a Siracusa nel 1934 e residente a Milano, l’artista ha maturato la propria carriera nell’ambito delle esperienze ottico-percettive. L’antologica ne ripercorre la produzione dagli anni Settanta a oggi con oltre venti opere, testimoniando le diverse tipologie e tecniche che caratterizzano una ricerca sempre volta a sperimentare e a forzare l’idea di spazio attraverso il rigore geometrico e gli effetti della luce.
Aprono il percorso le «Ludoscopie», installazioni tridimensionali che creano profondità illusorie e tensioni verso l’infinito utilizzando materiali come tubi al neon e superfici specchianti. Seguono i «Cromopercettivi», opere bidimensionali in cui il colore innesca sovrapposizioni e successioni ordinate, e i «Componibili modulari», singole tele assemblate in modi differenti per creare diversi effetti ottici. L’idea di infinito e l’uso del colore rivelano una sensibilità che trascende la sfera dell’oggetto per inoltrarsi in una mistica percezione del mondo: è la caratteristica che distingue Scirpa dagli altri esponenti dell’Arte cinetica e minimalista.
I quattro «Progetti d’intervento» esposti nella galleria sono opere fotografiche che non si limitano a riprodurre la superficie e i volumi della realtà, ma che cercano piuttosto di modificarla e di penetrare in essa. L’artista, infatti, inserisce con la tecnica del fotomontaggio le sue strutture illusorie e i suoi tunnel prospettici all’interno di architetture monumentali, come il Teatro Anatomico dell’Università di Padova.
Il catalogo edito in occasione della mostra (settima uscita della serie di quaderni della galleria intitolata «Viaggio») oltre alle immagini di lavori esposti contiene quelle di numerosi fotomontaggi, pozzi e curve multispaziali, ampliando ulteriormente lo sguardo sulla produzione dell’artista; non mancano il testo introduttivo e la presentazione delle opere firmati da Vittoria Coen.
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