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Musei

Ecco la James-Simon-Galerie di Chipperfield

Il nuovo edificio funge da biglietteria e ufficio informazioni e ospita le mostre temporanee della Ausstellungshalle

La James-Simon-Galerie, edificio multiuso intitolato al collezionista ebreo James Simon. © Ute Zscharnt per David Chipperfield, 2018

Berlino. A vent’anni esatti dall’assegnazione del primo incarico, lo studio berlinese dell’architetto britannico David Chipperfield porta a termine anche l’ultimo edificio sulla Museumsinsel, il polo museale più importante di Berlino. Si tratta della James-Simon-Galerie, che deve il nome al grande mecenate e finanziatore dei Musei Statali berlinesi, il commerciante ebreo di tessuti e appassionato collezionista d’arte James Simon (1851-1932).

La funzione del nuovo edificio di 4.600 metri quadrati è duplice: posto all’ingresso dell’Isola dei Musei, funge, da un lato, da luogo di orientamento, ufficio informazioni, biglietteria generale e spazio di ristoro per i visitatori e, dall’altro, ospita le esposizioni temporanee della Ausstellungshalle e un auditorium da 300 posti. L’edificio di Chipperfield si riaggancia fisicamente agli altri musei, continuando i portici del progetto (1841) dell’architetto di corte Friedrich August Stüler sulla destra e ridisegnando l’intera area dove, fino al 1938, sussisteva l’ex Neuer Packhof di Friedrich Schinkel (1829-31).

La profonda rampa di accesso e l’edificio laterale, cadenzato da ripetuti sostegni singoli a mo’ di colonne sul lato del canale della Sprea, sono temi ricorrenti nelle architetture di Chipperfield nonché risposta a una precisa richiesta da parte della Gesellschaft Historisches Berlin, che in passato ne aveva più volte bocciato altre soluzioni giudicate «troppo moderne».

Con la chiusura dei lavori della James-Simon-Galerie e la messa a punto dei portici colonnati si chiude un progetto iniziato nel 1840 da Federico IV di Prussia e più volte arrestato da vari accidenti storici: rinata, la nuova promenade architettonica può mettere in comunicazione le collezioni di Alte Nationalgalerie, Pergamon, Bode, Neues e Altes Museum, dall’arte mesopotamica fino a quella moderna, e le numerose isole di verde.

L’inaugurazione in presenza della cancelliera Angela Merkel è prevista per il 12 luglio, mentre il 13 la Fondazione del Patrimonio Culturale Prussiano invita tutti a un programma di eventi per raccontare la figura di James Simon. Infine il 30 agosto sarà ospitata la prima mostra, «Nah am Leben. 200 Jahre Gipsformerei» che celebra anche i 200 anni di vita del Laboratorio di Plastica e Sculture in Gesso dei Musei Berlinesi (il più grande al mondo) con un’esposizione di 200 manufatti, sculture, copie dall’antico e capolavori dell’età moderna.

Francesca Petretto, da Il Giornale dell'Arte numero 399, luglio 2019


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